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CASSESE E I SEMPIO: I LEGAMI CHE SCOTTANO

di Luigi Grimaldi

CASSESE E I SEMPIO: I LEGAMI CHE SCOTTANO
CASSESE E I SEMPIO: I LEGAMI CHE SCOTTANO Luigi Grimaldi

Nelle nuove inchieste pavesi il Capitano dei Carabinieri Gennaro Cassese finisce di nuovo sotto i riflettori. E non solo per le pesanti contestazioni che lo vedono indagato per false dichiarazioni ai PM in relazione al verbale di sommarie informazioni di Andrea Sempio del 2008.

C’è un elemento molto più grave e inquietante, documentato negli atti.

È il 7 febbraio 2011 quando Silvia Sempio, zia di Andrea e moglie di Amilcare Adami, si presenta spontaneamente al Comando della Compagnia di Vigevano.

In una deposizione che non ha nulla a che fare con il delitto di Garlasco, racconta di rapporti amicali tra il marito e il Capitano Cassese. Rapporti amicali o, come minimo, di assidua frequentazione.

Nello specifico, i due oggetti al centro della denuncia sono un apparato GPS per la localizzazione e una telecamera. Ma perché il marito di Silvia Sempio avrebbe «dovuto» fare quella denuncia?

Per capirlo bisogna aspettare otto mesi. Il 18 ottobre 2011 Silvia Sempio viene sentita nuovamente. E chi la interroga? Sempre il Capitano Cassese.

Dopo alcuni giorni, era un sabato, durante una cena, mio marito mi riferiva che aveva sporto una denuncia presso i carabinieri di Vigevano in quanto aveva trovato sulla sua autovettura il materiale di cui sopra. Nella circostanza lo stesso precisava che era stato costretto dalle circostanze in quanto aveva rinvenuto il materiale nel momento in cui si tovava sul veicolo il capitano Cassese che aveva inteso quella strumentazione quasi come un controllo della sua persona.

Cassese raccoglie quindi due volte le dichiarazioni di Silvia Sempio, pur essendo lui stesso parte dei fatti raccontati o essendo come minimo un testimone dei fatti per cui si procede. Sa perfettamente di avere un rapporto personale con la famiglia. Eppure non si astiene, non delega nessuno. Redige personalmente i verbali in cui compaiono notizie che lo riguardano direttamente, mentre indaga sui parenti di chi, pochi anni dopo, diventerà indagato per concorso nell’omicidio di Chiara Poggi.

Un fatto grave, che viola in modo plateale i principi di imparzialità e terzietà. Gli atti dimostrano frequentazioni date per assidue. E qui la domanda sorge inevitabile: da quanto tempo durava questa “amicizia”? Quanto tempo passava Cassese su quell’autodello zio di Sempio? E perché proprio in quel periodo – tra l’assoluzione di Stasi in primo grado e l’appello, in cui erano possibili indagini sul delitto di Garlasco (con Stasi libero e assolto) – emergono questi elementi?

Da questo conflitto di interessi centrale si aprono una serie di anomalie documentate che rendono le primissime fasi dell’inchiesta su Chiara Poggi sempre più opache.

Garlasco, 13 agosto 2007. Chiara viene trovata morta nella sua casa. I Carabinieri della Compagnia di Vigevano, guidati dal Capitano Cassese, prendono in mano le indagini. Quella stessa sera redigono un elenco di 13 reperti sequestrati. Tra vestiti, scarpe e cellulare, non compare il computer fisso che Chiara usava con il fratello Marco e con gli amici, tra cui Andrea Sempio, oggi indagato per concorso in omicidio perché il DNA trovato sulle mani di Chiara porta a lui.

Il giorno dopo, 14 agosto, i Carabinieri tornano in via Pascoli. Alle 13:00 rompono i sigilli apposti la sera precedente.

Eppure esiste un altro documento, firmato dallo stesso Cassese e dal Colonnello Sangiuliano, che attesta che il computer è stato prelevato dalla camera di Chiara e risulta già in custodia presso il Comando di Vigevano dalle ore 12:00, un’ora prima della rottura ufficiale dei sigilli.

Un’incongruenza temporale impossibile da ignorare. In quelle ore Cassese, tra le 11,15 / 11.36 dino alle 13, risulta essere a Garlasco con i genitori di Chiara.

Non esiste verbale di rottura sigilli regolare, né verbale di sequestro del computer, né alcuna documentazione che certifichi come e quando l’oggetto sia realmente uscito dalla casa.

Esiste solo una testimonianza orale del carabiniere di Garlasco Serra, rilasciata durante il dibattimento, priva di riscontri documentali.

Lo stesso cestino con le chiavi, fotografato quella mattina, conteneva anche la chiavetta USB di Chiara.

Il computer resta al Comando di Vigevano per 16 giorni, sigillato, prima di essere consegnato al RIS. Ma anche qui emergono anomalie: nel conferimento al RIS non ha numero seriale (a differenza di tutti gli altri), e gli esami rivelano che tra il 14 e il 29 agosto – mentre era sotto custodia – qualcuno lo ha acceso e consultato per ore, senza alcuna relazione di servizio.

Stesso copione, ancora più misterioso, per la chiavetta USB di Chiara.

Secondo gli atti ufficiali non esce dalla casa sigillata fino al 18 ottobre 2008. Eppure risulta manomessa il 14 agosto, con 925 file alterati.

Una chiavetta USB che, per inciso, viene rimessa esattamente al suo posto nella cucina dei Poggi, per ricomparire nelle foto del RIS del 3 ottobre. Lo stesso giorno in cui compare per la prima volta il famoso Barattolino di Estathè nelle immondizie della villetta di Via pascoli.

La domanda è durissima e legittima: come può una chiavetta essere alterata il 14 agosto quando, secondo le carte ufficiali, non si è mai mossa da una casa sigillata sotto sequestro penale? E’ stata davvero portata fuori dal carabiniere Serra? Per ordine di chi è stata sottratta alle disposizioni di sequestro penale? E chi ha avuto accesso a quei file proprio nelle ore più calde delle indagini? La sera del 13 agosto, a chi è stata consegnata? Chi ha alterato i 925 file contenuti nella pennetta di Chiara?

Questi elementi si inseriscono in un quadro di forti critiche sulla gestione delle prove informatiche e sulla ricostruzione delle frequentazioni tra indagati, testimoni e inquirenti. Le incongruenze temporali, le acquisizioni fantasma, i rapporti personali non dichiarati e le manomissioni su prove informatiche cruciali dipingono un quadro preoccupante.

Quanto delle prove acquisite nelle ore e nei giorni immediatamente successivi al 13 agosto 2007 – quelle cruciali in cui prendono corpo le accuse contro Alberto Stasi – è stato realmente gestito in modo lineare, trasparente e documentabile?

Il dubbio, addirittura il sospetto da fugare, non è più un’opinione. È ciò che emerge nero su bianco dagli atti.


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Luigi Grimaldi

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Commenti

Un iscritto

Sono pienamente d'accordo con ciò che ha scritto Dottor Grimaldi, chi conosce veramente il tessuto sociale e i cognomi che contano a Garlasco non può che fare 1+1 = 2 . Continui così e non si curi di chi commenta ma abita a migliaia di km. Grazie per tutto quello che sta facendo. L'amore per la verità ci deve sempre essere compagno.

8h
Un iscritto

Bravissimo ...la leggo sempre molto volentieri...❤️

11h
Un iscritto

Personalmente non ritengo che Cassese, all’epoca , pensasse che Andrea Sempio fosse l’assassino di Chiara in alternativa a Stasi . Tutto confermava sin dall’inizio , senza ombra di dubbio , che fosse Alberto Stasi. Il fidanzato assassino, come nel 99% dei femminicidi .
Si è trattato di “piccoli “ favori tra amici di provincia . Come l’amico vigile che ti toglie una multa , salvo poi scoprire che poteva essere la prova della presenza su un luogo di un delitto .
Sono sicuro , tutte queste tumbomancanze avrebbero potuto influire sulle indagini . Ma soltanto se i PM fossero quelli attuali . La Procura di allora , formalmente , non ha invece ravvisato nulla di anomalo in tutti questi verbali. Mentre le indagini dei Ris , non sono state sconfessate nemmeno oggi dal gen. Garofano, che tanto peso ha avuto nella condanna di Stasi.
In sostanza verbali e interrogatori sono serviti solo a riempire faldoni e a dare impressione di un lavoro intenso a 360 gradi . Tanto da consentire al giudice Fumo della Cassazione di poter dire : se non Stasi chi altro.

16h
Un iscritto

Una ragazza é morta ammazzata nella sua casa e un capitano dei cc fa favori per amicizia.. uguale a togliere una multa!?

15h
Un iscritto

Una ragazza é morta ammazzata nella sua casa e un capitano dei cc fa favori per amicizia.. uguale a togliere una multa!?

15h
Un iscritto

Vanno contestualizzati esempi e fatti . Cassese interroga Sempio ad Ottobre , quando l’assassino per tutti era oramai stato scoperto ed era certo , tutto il resto diventava “noiosa prassi amministrativa “. L’indagine poi gli era già passata di mano e lui seguiva le richieste che gli venivano dall’alto. Considerando l’ambiente provinciale non mi sembra strano che a volte si utilizzino guanti bianchi con amici e personaggi di spicco della comunità. Se ne deve fare una ragione è così ovunque , non solo nella Lomellina .
A me non interessa dare la patente di capacità e professionalità a nessuno ma a cercare di spiegare i fatti . Nei fatti , la mia impressione è che Cassese, se ha avuto un comportamento doloso non penso che l’abbia fatto per coprire il vero assassino .
I paragoni servono a spiegare il senso di quel che si vuol dire , non a dare uguaglianza dei fatti . Se poi come persona , qualcuno ha tutta questa suscettibilità , immagino che sarà una fiera supporter della recente sentenza Garante della Privacy…..

14h
Un iscritto

Stasi l’hanno incastrato. Queste cose fanno abitualmente sti signori, questo è il contesto, punto.

11h
Un iscritto

Questo è certo già dagli esiti delle nuove perizie . Ma non è stato solo incastrato , ancora peggio è stato giustamente condannato . 

Le scop

11h
Un iscritto

Onore a lei Luigi....♥️

12h
Un iscritto

Ricordo di aver letto, tempo fa, che dopo una settimana circa dall'apertura delle indagini, due generali dei CC si recarono a Vigevano per parlare con Cassese. Questa notizia è vera? Vi è riscontro nella cronaca di qualche quotidiano o altrove?

14h
Un iscritto

A me sembra che questi generali arrivarono per una conferenza stampa , in cui si comunicava finalmente l’aver trovato l’assassino . E finire probabilmente nelle immagini Tv.

13h
Un iscritto

"Tutto confermava sin dall’inizio , senza ombra di dubbio , che fosse Alberto Stasi. Il fidanzato assassino, come nel 99% dei femminicidi"....
Non credo che "tutto" confermasse la responsabilità di Stasi. Anzi niente, soltanto la narrazione usuale, spesso confermata ma certamente non da poter dire di indagare a senso unico come è stato fatto. Infatti abbiamo visto, oggi, come le cose siano molto diverse dalla narrazione ufficiale.
Plaudo al sig. Grimaldi, instancabile perseguitore di logica e volontà di arrivare all'accertamento della verità, unica cosa che possa restituire pace a Chiara, togliendo l'infamia del marchio dell'assassino ad Alberto Stasi, suo fidanzato che amava e riamata da lui.

14h
Un iscritto

Luigi grazie, sei uno dei pochi veri giornalisti d'inchiesta di questo sfortunato Paese.

16h
Un iscritto

Assurdo quello che ha documentato!
Altro che"car/ellino" a Lei dovrebbero dare un nobel 💞

16h
Un iscritto

Sempre preciso

21h
Un iscritto

È inquietante, veramente inquietante.

22h
Un iscritto

Ti seguo da quando hai cominciato con i primi video su Alberto e Chiara. Dedizione, serietà, documenti verificati e senza sensazionalismi, costruzione di un 'ipotesi supportata da intuizioni confermate nel tempo da fatti reali...questo si che è giornalismo investigativo

23h
Un iscritto

Bell'articolo, come sempre. E come sempre, anche se iscritta regolarmente non ricevo mail , e nemmeno nella casella spam. Mi tocca sempre aprire il sito per controllare

1d
Un iscritto

Bravissimo 👏

1d
Un iscritto

Da giornalista iscritta all'albo, esprimo immensa stima e ammirazione per il lavoro di Luigi, un vero Giornalista d'inchiesta. Grazie Luigi ❤️

1d
Un iscritto

Ma Luigi tu non sei un giornalista non hai un redattore capo che ti dice quello che devi scrivere, come puoi essere credibile.....😂😂❤️

1d
Un iscritto

❤️

1d
Un iscritto

Queste cose le avevo già sentite raccontare da Luigi (nei suoi video e nelle tante live che ha fatto ovviamente) ma adesso portate all’attenzione così una via l’altra con ancora più dettagliate rappresentano un gran bel fuoco di fila per non perdere il punto della situazione e non concedere più nulla al delirio circense. 👏👏👏👏👏👏👏👏👏

1d
Un iscritto

Questo è Giornalismo d'inchiesta!!!
Altro che giornalettai iscritti all'albo, generaloni presupponenti e capitanucci smemorati!
Onore al merito dott. Grimaldi.

1d
Un iscritto

È vergognoso quanto successo, se non fosse purtroppo reale, sarebbe la trama perfetta per un thriller… Grazie per il lavoro che fate, non mollate mai! 💪

1d
Un iscritto

“Il giornalista con il tesserino”, dovrebbe prendere esempio su come si scrive e si documenta un articolo d’inchiesta!!! Grande

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Un iscritto

Grande Luigi Grimaldi
❤️

1d
Un iscritto

Complimenti per il suo ottimo lavoro 👏👏👏

1d
Un iscritto

👍

1d
Un iscritto

Perle inanellate una dietro l'altra fanno del Signor Luigi Grimaldi un giornalista- gioiello con la G maiuscola. Altro che Albo e balle varie. Lei è nel campo giornalistico e di inchiesta ciò che Nietzsche appellava, invocandone l'apparizione nei secoli a venire, "l'OltreUomo". Grimaldi ovvero l' "OltreGiornalista". Chapeau. 🎩

1d
Un iscritto

Indagini discutibili, processo e sentenza che non dovevano concludersi con la condanna Stasi. Tutto viziato, da annullare, rivedere, risarcire, oltre ogni ragionevole dubbio.

1d
Un iscritto

Grazie, Luigi, per il suo lavoro.
Ogni volta è uno scoprire qualcosa che non si immaginava. E anche, sotto sotto, qualcosa che fa dubitare sempre di più della trasparenza di chi è coinvolto.
Anche vedere Cassese mentre reperta la spazzatura davvero pone un mucchio di dubbi. Ed è riconoscibilissimo nonostante sia coperto come non lo era nella primissima indagine.
Chissà se gli ritorna la memoria?!

1d
Un iscritto

Grande Luigi Grimaldi, come al solito. Perfetto e chiaro nell'esposizione , riesce a spiegare e dimostrare nei dettagli ogni sua tesi

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Un iscritto

Complimenti per la dote che ha di mettere in fila i fatti che alla maggior parte di noi sembrano slegati

1d
Un iscritto

Dottor Grimaldi, sta facendo un lavoro eccezionale. Sta confutando, passo dopo passo, tesi che molti sostengono ormai da tempo. Ricordo che aveva già accennato a questi fatti in diverse dirette ma, oggi, carte alla mano, ci sta mostrando la realtà. Credo che lei abbia fatto centro, portando alla luce il vero cuore di una grande inchiesta che racchiude anche il delitto della povera Chiara. Un applauso meritatissimo. Vada avanti così, senza fermarsi.

1d
Un iscritto

Grazie per quello che ha fatto e che sta facendo per la storia di Garlasco. La sua mente eccelsa mi riappacifica con l'umanità. Garlasco è divenuto un caso unico anche perché c'è una persona unica come lei. Cordialissimi complimenti!

1d
Un iscritto

Cassese deve dare tante spiegazioni di fronte ad un Tribunale...

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Un iscritto

Preciso e chiaro. Un’indagine magistrale, messa nero su bianco con una chiarezza che non lascia spazio a dubbi. 👏👏👏👏👏👏

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Un iscritto

Sono sconcertata e arrabbiata di tutto questo schifo. Povera Chiara. Povero Alberto e povero popolo italiano che è stato preso in giro per 19 anni. Si avvicina l'anniversario della morte di Chiara e mi piace pensare che per il suo compleanno si regali l'assassino alla giustizia.

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Un iscritto

già, tutto torna a collegarsi, anello dopo anello 💪

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Un iscritto

Io ti adoro 💣💣💣💣💣Professionalità al 🔝🔝🔝

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Un iscritto

Grimaldi hai una mente geniale!

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Un iscritto

Gentile Dott. Grimaldi, Le esprimo grande stima per il Suo prezioso contributo al caso Garlasco. Vorrei anche parteciparLe il notevole imbarazzo per il becero e violento attacco che Le è stato mosso durante la puntata di Zona Bianca. La Sua non-reazione ed eleganza nel ribattere è stata molto apprezzata. La seguo principalmente su YT dove i partecipanti mostrano più educazione ed intelligenza ma capisco l’importanza di apparire anche in TV. Grazie per il Suo lavoro.

1d
Un iscritto

Gent.mo Luigi Grimaldi, in merito al reperto brick estathè recuperato nella spazzatura vi è la disponibilità di accedere a più informazioni proprio attraverso il lotto di produzione ovvero oltre la data di produzione i vari smistamenti sul territorio e le date in cui questo è avvenuto, dati che probabilmente la Ferrero conservi ancora nei suoi database. Mi sorge il dubbio che il brick in questione possa essere stato acquistato in data successiva al 13 Agosto e successivamente posto nella pattumiera con una cannuccia dove sia stato trasferito il dna di Stasi (non vi è traccia di saliva sulla cannuccia).Dai verbali dovrebbe esserci spero il lotto del brick in questione e fare un'indagine in questo senso potrebbe darci alcune risposte in un senso o nell'altro.

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Un iscritto

Un lavoro immenso, Dott. Grimaldi. Grazie per aver condotto queste indagini su Garlasco con così tanto acume e intuito.

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Un iscritto

Gentile signor Grimaldi, tanta stima per lei, grazie ❤️

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Un iscritto

Gentile Dott. Grimaldi,vorrei innanzitutto manifestarle la mia profonda stima per l'oneroso e cruciale lavoro che svolge da anni su questo caso. Desidero inoltre esprimerle la mia totale solidarietà per gli attacchi e le critiche che sta subendo in questo periodo. Il tempo, ne sono certo, restituisce sempre il giusto valore all'impegno quando questo è trasparente, onesto e guidato da autentica passione. Grazie di cuore per aver sempre condiviso con noi la sua professionalità e la sua dedizione. a.a.

1d
Un iscritto

Complimenti Dr. Grimaldi. Una domanda, ma quel cellulare azzurro che sta nel cestino in cucina, che fine ha fatto? Di chi era?

1d
Un iscritto

Grande ammirazione per il lavoro che fai!!! E finalmente ti stanno dando l’importanza e lo spazio che meriti!!!!!✌🏻✌🏻✌🏻💪🏻💪🏻💪🏻

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Un iscritto

Ottime domande Luigi. Un' indagine sull'indagine sarebbe doverosa

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Un iscritto

Semplicemente immenso! Grazie

1d
Un iscritto

Bravissimo, Luigi Grimaldi, più che un giornalista...un cervello pensante...mi chiedo se la Procura di Pavia lo ha già contattato o, magari, aspetterà di farlo a settembre...col botto! Ad maiora...

1d
Un iscritto

Grazie per questo immenso e incredibile lavoro!👏

1d
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