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COME HANNO INCHIODATO STASI I Fatti Scritti nella Sentenza mai dimostrati

Critica alle evidenze - La Trappola 2 - di Luigi Grimaldi

COME HANNO INCHIODATO STASI
I Fatti Scritti nella Sentenza mai dimostrati
COME HANNO INCHIODATO STASI
I Fatti Scritti nella Sentenza mai dimostrati Luigi Grimaldi

Alberto Stasi è l’assassino di Chiara Poggi.

Ma cosa c’è scritto di non dimostrabile e non dimostrato ma dato per assodato nella sentenza del processo che ha accertato questa responsabilità?

Si scrive che:

1 L’aggressore si reca sul luogo dell’omicidio con una bicicletta nera da donna, una bicicletta che viene vista appoggiata al muro di cinta di casa Poggi verso le 09:10 della mattina dell’omicidio e descritta da due testimoni oculari.

Ma:

- Non è dimostrato in alcun modo che la bicicletta in questione sia stata utilizzata dall’aggressore.

Perché è escluso che la bicicletta possa essere stata usata da una persona che poteva essere insieme all’aggressore? O non fosse proprio connessa all’aggessione?

2 Si scrive che:
Chiara disattiva l’allarme perimetrale della villetta alle 09:12 ed apre la porta di casa ad una persona a lei conosciuta.

Ma:

- Ci sono almeno una decina di persone ben note a Chiara Poggi in rapporto di parentela, amicale e di confidenza, presenti a Garlasco quella mattina (alcune in possesso delle chiavi della casa della vittima) oltre alle altre persone a lei note e non residenti a Garlasco.

SIT Giuseppe Poggi

Nessun elemento consente di affermare che Chiara abbia aperto la porta di casa ad una sola persona.

Nè che abbia aperto lei la porta di casa.

Le sue chiavi di casa, con il congegno necessario per attivare/disattivare l’antifurto, sono state trovate riposte nel cestino “svuota tasche” posto alle spalle del televisore in cucina: sotto al telefono cellulare di Chiara, sotto la sua chiavetta USB, due telecomandi e un portachavi blu (probabilmente quello della casa della Nonna a Gropello).

F oto CC R.O.N.O. Pavia 13 Agosto 2007

3 Si scrive che:

L’aggressione avviene tra le 09:12 e le 09:36. In questa fascia oraria è certamente avvenuto il decesso di Chiara Poggi

Ma:

- Questo orario non ha nessuna correlazione con alcun dato tanatologico o scientifico. E’ il risultato di una equazione in cui si sostiene che alle 9.12 Chiara era viva e alle 9.35 Stasi era a casa sua al Computer. Quindi la morte “deve” essere avvenuta in quella forbice oraria.

Non è stata indicata precisamente l’ora del decesso di Chiara: per i primi due anni di indagini la morte è stata indicata dagli inquirenti tra le 10:30 e le 12:30 con una maggiore centratura tra le 11 e le 11.30. Successivamente, nonostante i medici legali mantengano questa centrature, si ammette che la morte può essere sopravvenuta tra le 9 (orario in cui si stabilisce CHiara fosse viva) e le 13 (orario in cui si sa fosse sicuramente morta).

Questa soluzione viene adotatta in seguito alla perizia disposta dal Giudice nel processo di primo grado sul PC in uso ad Alberto Stasi, che ha provato che, nonostante le incaute manomissioni effettuate dai Carabinieri, tra le 09:36 e le 12:20 di quella mattina Alberto aveva un alibi verificato a prova di bomba. Per questo i tempi dell’aggressione vengono quindi spostati dagli inquirenti tra le 09:12 e le 09:36, quando Alberto non ha un alibi dimostrabile.

4 Si scrive che:

L’aggressore entra in casa alle 09:12, ha un alterco con la vittima che sfocia nell’aggressione all’ingresso vicino alle scale, prosegue nel disimpegno con diversi colpi al capo e termina con il tentativo di occultare il cadavere di Chiara lungo le scale che conducono alla cantina. L’assassino poi si lava nel lavandino del bagno al piano terra di casa Poggi ed esce. Si è stabilito che l’azione sia avvenuta rapidamente, in un lasso di tempo non superiore a 15 minuti.

Ma:

- E’ rimasto ignoto il movente della brutale aggressione ed è rimasta una pura illazione che vi sia stato un litigio che sarebbe avvenuto senza che tra Chiara ed Alberto ci siano contatti da quando si salutano la sera precedente all’omicidio. Non esiste un solo elemento che consenta di ipotizzare un dissidio tra i due fidanzati nè quella sera né nei giorni precedenti: non un sms, una mail, una testimonianza. Nulla.

5 Si scrive che:

Stasi ha mentito indicando un “incidente domestico” per spiegare la posizione della vittima (a testa in giù in fondo alla scala).

Ma:

- seplicemente non è vero. Nom eiste nessun elemento per poterlo sostenere

6 Si scrive che:

Stasi ha sostenuto, mentendo, di aver attraversato di corsa i locali della villetta per cercare Chiara, ma le macchie sul pavimento risultavano non alterate dal suo passaggio.

Ma:

- Una traccia del suo passaggio davanti alla porta a soffietto delle scale è identificabile “ictu oculi”. Proprio una alterazione delle macchie di sangue che corrisponde alla scolpitura delle sue scarpe Lacoste.

Elaborazione grafica Prof: Roberto Felici su foto RIs Parla
Ingrandimento dettaglio foto RIS Pr. 17.8.2007

7 Si scrive che:

Stasi ha sostenuto, mentendo, di aver attraversato di corsa i locali della villetta per cercare Chiara, ma sulle sue scarpe non c’erano tracce di sangue.

Ma:

- Precisazioni scritte o deducibili negli atti prodotti dall’Autorità giudiziaria (non da tecnici di parte) hanno certificato che le scarpe Lacoste indossate da Alberto al momento del ritrovamento di Chiara, sequestrate dal PM la mattina del 14 agosto, non avevano tracce di sangue sotto le suole perché, come spiega la perizia Bison, Robino, Varetto del 2009, dopo 29 passi queste si perdono, sia se è stato calpestato sangue fresco, che a maggior ragione se è stato calpestato sangue coagulato o parzialmente “secco”.

PERIZIA MEDICO-LEGALE VARETTO ROBINO NEL PROC. N. 1699/07 R.G. G.I.P. – 2025/07 R.G.N.R.

Su quel pavimento della villetta di via Pascoli un fenomeno analogo è evidente anche in relazione alle tracce, a pallini, lasciate dall’assassino. In tutto vengono ritrovate a terra solo 24 impronte insanguinate della calzatura del killer, sicuramente impresse quando il sangue della vittima era ancora del tutto fresco, a differenza della situazione in cui Stasi entra sulla scena del crimine ore dopo.

Eppure anche nel caso del killer le tracce ogni due o tre passi scompaiono per ricomparire, per altri pochi passi, dopo aver riattraversato zone in cui eano presenti le gore ematiche. ma l’accertamento è fatto il giorno 5 settembre quando sono stati fatti già 12 sopralluoghi. e sul pavimento non è più visibile nulla, nemmeno le impronte dell’assassino! (Vedi illustrazione)

Sopralluogo Ris Pr. 16.8.2007
Sopralluogo Ris Pr. 5.9.2007
1 Sopralluogo Ris 5.9.2007 2 Sopralluogo Ris 16.8.2007
Sopralluogo Ris 16.8.2007
Sopralluogo Ris 5.9.2007

Il 5 settembre 2007 dopo numerosi sopralluoghi degli inquirenti con decine e decine di persone che hanno camminato nella casa, sul pavimento della villetta non è più possibile riscontrare la presenza

La stessa (foto sopra) : 5.09.2007 ricerca con il Luminol “microtracce” del passaggio di Stasi

di impronte latenti delle suole di scarpe Lacoste. Un dato dimostrato dalla scomparsa nelle foto, sia al Luminol che a luce bianca, persino di alcune impronte dell’assassino (suole a pallini) ben visibili nelle foto del primo sopralluogo del R.I.S. del 16 agosto.

Anche elaborando l’immagine appare evidente che le tracce delle impronte a pallini lasciate dall’assassino sono scomparse: come è stato possibile stabilire che la “microtracce” lasciate dal passaggio su Stasi fossero assenti?

8 Si scrive che:

Sui tappetini della Volkswagen Golf usata da Stasi, per recarsi dai Carabinieri dopo il ritrovamento di Chiara, non c’è presenza di tracce di sangue;

Ma:

- Sui tappeni sequestrati dopo una settimana di uso della autovettura, la ricerca è stata effettuata con il Luminol, la sostanza chimica che produce una chemiluminescenza, che deve essere fotografabile in condizioni di assoluta oscurità a una sensibilità del sensore settata a un valora alto, non inferiore a 800 ISO su superfici considerate critiche come i tappetini delle auto.

Cfr (1. Organize the session so that the Luminol or Bluestar photographs can be taken in total or near total darkness.

2. Take overall and mid-range photographs of the item/area onto which Luminol or Bluestar will be applied.

3. Set camera to a high ISO, such as 800”. Cfr AUSTIN POLICE DEPARTMENT FORENSIC SCIENCE BUREAU Crime Scene Section TECHNICAL MANUAL)

Senza tali impostazioni (compreso l'ISO appropriato) le tracce non sarebbero visibili nelle riprese, data l'intensità bassa della chemiluminescenza. Vi è anche un ulteriore problema.

I tappetini della Wv di Stasi

Il luminol è una sostanza che per essere utilizzata con efficacia dovrebbe prendere in considerazione il livello di diluizione e inquinamento della traccia di sangue. Questa appropriata valutazione della diluzione della traccia rende l’analisi più o meno efficace.

Un uso prolungato (una settimana) del tappetino dell’auto, come in questo caso, rende problematica la valutazione oggettiva della effettiva diluizione delle tracce in base al calpestio. Secondo uno studio comparativo di M. Dawn Watkins e King C. Brown (esperti forensi USA, con ruoli di investigazione scientifica ad Austin e West Palm Beach), su un tappetino o una moquette, con il luminol, si verificherebbe un falso negativo in tutte le diluizioni del sangue superiori a 1:5000.3 Ora come si possa stabilire il livello di “diluizione” e contaminazione di micro tracce di sangue entrate in contatto con suole che hanno camminato e raccolto liquidi o tracce ossidanti per una settimana, per valutare la possibilità di falsi negativi, è incomprensibile.

Cfr (A Comparison of Visual Enhancement Chemicalsfor the Recovery of Possible Blood Stains at the Crime Scene”

Luminol vs. BlueStar Studio redatto da M. Dawn Watkins (Senior Latent Print Examiner per l'Austin Police Department, Texas) e King C. Brown (Crime Scene Supervisor e Commander dell'Unità Scene del Crimine per il West Palm Beach Police Department, Florida). In questo studio il Luminol ha fornito falsi negativi con diluizioni superiori a 1:5000 anche con ISO 1600).

L’analisi è stata ripetuta nel 2014 con un esperimento analogico su moquette, ricreando simili condizioni rispetto al 2007, con il medesimo risultato, e cioé che sui tappetini dell’auto usata da Stasi non c’erano le tracce di sangue che avrebbero dovuto esserci.

Qui il problema è duplice. Da un lato l’indizio per sottrazione non dovrebbe neppure essere preso in considerazione per il semplice motivo che se l’indizio incriminante è l’assenza di qualcosa che mi aspetto di trovare e non trovo, esistono sempre due possibilità:

1) non lo trovo perché non c’è

2) non lo trovo perché non sono riuscito a trovarlo.

Dall’altro ci sono I limiti di efficacia del Luminol di cui si è detto.

Si scrive che:

9 Sul dispenser del sapone posto sul lavandino del bagno a pian terreno della casa di Chiara dove l’assassino si lava sono state rinvenute solo due impronte digitali dell’anulare destro di Stasi.

R.I.S. Pr. FASCICOLO FOTOGRAFICO RELATIVO AGLI ACCERTAMENTI DATTILOSCOPICI

La sentenza di condanna sostiene che:

Ma:

- Il riferimento in sentenza prende spunto da quanto sostenuto in udienza sul punto dal Pubblico Ministero, la Dottoressa Laura Barbaini che in merito alle impronte di Stasi sull’erogatore del sapone liquido ha sostenuto che:

“...conducono oggettivamente alla conclusione che il dispenser sia stato oggetto di un'opera di pulizia da parte dell'aggressore che noi riteniamo più che mai, alla luce di questa ricostruzione, essere Alberto Stasi e cioè non sarebbe giustificabile che siano rimaste soltanto le impronte di Stasi e non le impronte di Chiara, se non individuando in Stasi l'aggressore…”

Cfr. (CORTE D'ASSISE E APPELLO di Milano PROCEDIMENTO PENALE N. R.G. C.A. 47/13 - R.G.N.R. VERBALE UDIENZA DEL 24/11/2014 PAGINA 108)

Sul dispenser del sapone invece ci sono molte impronte digitali e palmari (cfr foto) con alcune colature di sapone.

Foto RIS Pr. DSC_4309
Foto RIS Pr. DSC_4292

La differenza è evidente: si sostiene che le uniche due impronte, a seguito di accurato lavaggio, presenti sul dispenser siano di Stasi.

Mentre invece si tratta delle uniche due impronte attribuibili a qualcuno avendo il numero legale di minuzie riscontrae in sede di analisi dattiloscopica. Lo stesso R.I.S. nel suo elaborato aveva precisato che:

Consulenza Tecnica N. 3306/07 pag. 177

E’ con questa operazione, in cui scompaiono tutte le altre tracce, peraltro ben visibili, che le due impronte (di Stasi) tra le molte, digitali e palmari (non attrubuibili), diventano le uniche due impronte, rendendo le tracce compatibili con la tesi di un accurato lavaggio, della pulizia, del dispenser da ogni minima traccia di sangue.

Sul tappetino di fronte al lavello ci sono impronte insanguinate delle scarpe indossate dall’assassino che quindi è effettivamente entrato in bagno. Ma non viene rilevata la presenza di sangue di Chiara Poggi nè sul dispenser, nè nel sifone del lavandino. Allo stesso tempo, nelle foto scattate dai carabinieri a quel lavandino, nel pomeriggio del 13 agosto 2007, sono ben visibili alcuni capelli lung hi castani (almeno 4).

R .O.N.O CC Pv sopralluogo 13.8.2007 foro DSC03064

Di cui uno addirittura penzola oltre il bordo sinistro del lavandino, pronto a cadere ad ogni minimo spostamento d’aria.

R .O.N.O CC Pv sopralluogo 13.8.2007 foro DSC03064

Capelli che semplicemente scompariranno. Rilevarne la presenza, procedere ad un repertamento, o ad analisi, assime alla mancanza di ogni minima traccia di sangue sia sul dispenser che sul lavandino, finanche nel sifone, avrebbe reso impraticabile l’accusa e la condanna mosse a Stasi così come sono invece state espresse.

Nessuno ha utilizzato quel lavandino dopo l’omicidio di Chiara, per lavarsi, per lavare il dispenser del sapone e il lavandino stesso.

Nella prossima parte di questa serie ci occuperemo degli ultimi due “indizi” a carico di Stasi e valuteremo precisazioni e riscontri oggettivi che consentono di comprendere come le deduzioni della Corte

siano complessivamente obiettabili;

abbiano una spiegazione alternativa, semplice e dimostrabile ancora oggi;

suano discordanti con i fatti che caratterizzano l’omicidio di Chiara.

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Luigi Grimaldi

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Commenti

Un iscritto

Bravissimo dr Grimaldi, confido che questi elementi siano presi in esame da chi deve valutare la revisione, noi cittadini (credo siamo in tanti) cosa potremmo fare affinché Stasi sia liberato?

3h
Un iscritto

Per quanto riguarda il perché non hanno trovato sangue sotto le scarpe di Stasi ma la notte del 12/13 agosto dicono che aveva piovuto magari non hanno tenuto conto di un terreno umido

4h
Un iscritto

Auspico che l’impronta di Stasi scoperta da Luigi “occhio di lince” possa avere il giusto peso in sede di revisione- che è un peso enorme!

10h
Un iscritto

Giustissimo

7h
Un iscritto

Grazie Luigi🙏🏽💪🏼

10h
Un iscritto

Grazie Luigi x tenerci al corrente di tutte queste preziose informazioni dedicandoci il tuo tempo.

10h
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