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Garlasco, il RIS e il nuovo nodo delle Lacoste: gli elettroferogrammi e il cortocircuito Portera

Garlasco, il RIS e il nuovo nodo delle Lacoste: gli elettroferogrammi e il cortocircuito Portera
Garlasco, il RIS e il nuovo nodo delle Lacoste: gli elettroferogrammi e il cortocircuito Portera Luigi Grimaldi

C’è un punto, nella vicenda Garlasco, che merita di essere isolato dal rumore mediatico e affrontato per ciò che è: un ennesimo cortocircuito tecnico-documentale capace di incidere su uno dei passaggi logici centrali della condanna di Alberto Stasi.

Il punto riguarda le scarpe Lacoste che Stasi avrebbe indossato la mattina del 13 agosto 2007, quando disse di essere entrato nella villetta di via Pascoli e di aver scoperto il corpo di Chiara Poggi. Non fu creduto e questo elemento diede vita a un sillogismo giudiziario: Stasi non è entrato , quindi conosceva la scena del crimine come assassino e non come scopritore, quindi è lui l’assasino.

Secondo quanto riferito nel corso della trasmissione Quarto Grado 6 novembre 2026, il dott. Giorgio Portera, biologo dei Carabinieri impegnato all’epoca nelle indagini sul delitto, ha ricondotto alcuni elettroferogrammi, mostrati in diretta TV, alle suole delle Lacoste di Stasi. In quei tracciati, secondo la sua lettura, comparirebbero piccoli segnali genetici — alleli o picchi — potenzialmente compatibili con una componente femminile.

Screenshot da Quarto Grado o dal post social con gli elettroferogrammi a colori indicati come “Donna/Calzatura”

Se questa affermazione fosse corretta, la questione non sarebbe semplicemente stabilire se vi fosse il DNA di Chiara sotto le scarpe, ma chiarire un nodo più sostanziale: quei dati furono segnalati e messi a disposizione delle parti, del PM e dei periti, dei giudici oppure vennero assorbiti nella formula sintetica secondo cui sulle Lacoste vi era soltanto il profilo di Stasi?

È qui che nasce il sospetto.


Il dato ufficiale: sulle Lacoste risultò “Stasi”

Nelle tabelle RIS del 2007 relative alle calzature di Alberto Stasi, l’esito delle analisi è così sintetizzato:

  • Avia: negativo;

  • Frau: negativo;

  • Lacoste: Stasi;

  • Trapper: negativo;

  • Puma: negativo;

  • Adidas: negativo.

Tabella RIS Parma 2007 sulle analisi DNA delle calzature di Stasi

Trovare il DNA di un individuo sotto le suole delle proprie scarpe è un fatto non del tutto ordinario che nessuno è stato in grado spiegare; per questo la sua valenza probatoria va maneggiata con cautela. Come si può non notare che questa anomala presenza compare solo e proprio sulle Lacost e su nessun’altra delle sue calzature? Il profilo di Stasi sulle sue Lacoste, isolatamente considerato, non dimostra molto. La domanda decisiva è un’altra: oltre a quel profilo, vi erano segnali ulteriori? Portera sostiene di si.

La sintesi ufficiale indica il reperto semplicemente come “Stasi”. Tuttavia, se gli elettroferogrammi richiamati da Portera fossero davvero quelli delle suole Lacoste e mostrassero picchi aggiuntivi, la dicitura “Stasi” risulterebbe incompleta. Non necessariamente falsa, ma decisamente fuorviante.


Cosa significa “mancavano i numeretti”

Portera ha fatto riferimento anche alla mancanza dei “numeretti” negli elettroferogrammi. In genetica forense, le etichette numeriche associate ai picchi da software o operatori indicano gli alleli rilevati in un determinato locus: per esempio allele 13, 14, 15, 30, 31.2. Senza questa numerazione, il tracciato resta meno leggibile per chi non dispone dei file grezzi o non può rielaborarli autonomamente.

Il problema dei “numeretti”, però, non è un dettaglio grafico. È decisivo perché la relazione Marino al PM afferma che dalle suole fu ottenuto “unicamente il profilo genetico dello Stasi stesso”.

Una formula così perentoria presuppone l’assenza di segnali genetici ulteriori rilevanti. Se invece, come sostiene Portera, negli elettroferogrammi delle Lacoste erano presenti picchi compatibili con una componente femminile, quei picchi avrebbero dovuto essere numerati, descritti o esclusi con motivazione tecnica esplicita. Non potevano essere lasciati invisibili nella rappresentazione documentale e poi assorbiti nella dicitura “Stasi”.

Trattandosi della suola della scarpa che avrebbe potuto calpestare la scena del crimine, la differenza non è abissale.


La categoria “Compl”: perché è importante

Nelle tabelle RIS compare la seguente legenda:

Compl: assetto genotipico complesso con presenza di artefatti di reazione dovuti all’estrema esiguità del materiale o alla degradazione.

Questa categoria veniva effettivamente applicata. In altri reperti l’esito è indicato con formule quali:

  • Compl + vittima;

  • Compl + vittima su superficie totale del dispenser sapone;

  • Compl + vittima sul miscelatore del bagno.

Tabella RIS estesa con la legenda “Compl” e le righe “Miscelatore bagno” e “Superficie tot. su dispenser sapone”

Il RIS disponeva dunque di un codice specifico per segnalare tracciati complessi o degradati contenenti elementi riconducibili a un soggetto. Se sulle Lacoste vi erano picchi ulteriori oltre al profilo dell’utilizzatore, ci si chiede perché l’esito non sia stato classificato almeno come “Compl + Stasi” o come “Stasi con alleli ulteriori non interpretabili”.

La differenza è sostanziale:

  • “Stasi” restituisce l’immagine di un dato pulito e riferibile al solo proprietario, avvalorando l’ipotesi di una suola “neutra”;

  • “Compl + Stasi” avrebbe attestato un assetto genetico articolato, imponendo una diversa valutazione.


La relazione Marino e il valore del DNA sotto le suole

Nella relazione al PM stilata dal Cap. Marino del RIS, si afferma che le Lacoste diedero esito negativo a luminol e tetrametilbenzidina e che, a seguito del prelievo genotipico, venne ottenuto “unicamente il profilo genetico dello Stasi stesso”.

Relazione Marino/RIS al PM 20.11.09

Nella stessa relazione, a pag. 28, Marino aggiunge però un passaggio fondamentale:

“Sarebbe bastato infatti ottenere il profilo del DNA della vittima, mediante le più moderne e sensibili tecniche di biologia molecolare, per ritenere che questo derivasse dal sangue calpestato.”

Ciò dimostra come lo stesso RIS considerasse un’eventuale traccia di DNA della vittima sotto le suole quale elemento probatorio dirompente, idoneo a confermare il passaggio sul sangue nella villetta confermando il ruolo di Stasi scopritore.

Proprio questa consapevolezza rende problematica la sintesi “unicamente il profilo genetico di Stasi”. L’espressione può infatti sottintendere non che l’unico profilo completo e interpretabilefosse quello di Stasi, ma che nel tracciato non vi era alcun altro segnale genetico.

Nella lettura processuale del dato, tuttavia, quella formula ha finito per operare come esclusione sostanziale di contatti con materiale biologico della scena. Qualora fossero stati presenti anche minimi picchi ulteriori, la dicitura avrebbe dovuto essere circostanziata: non per attribuire automaticamente i picchi a Chiara Poggi, ma per evitare che la mancanza di un profilo completo venisse sovrapposta alla certezza della sua assenza.

Preso atto della rilevanza attribuita al DNA della vittima, la presenza di segnali femminili avrebbe richiesto verifiche mirate: analisi delle soglie, valutazione delle miscele, verifica degli artefatti, confronto con il profilo della vittima ed eventuale analisi biostatistica.


Il ruolo processuale delle Lacoste

Per comprendere la delicatezza del punto, occorre collocarlo nel quadro accusatorio. L’accusa ha valorizzato l’assenza di tracce biologiche sulle scarpe e nell’auto per smentire il racconto di Stasi, articolando il seguente schema:

  1. se fosse entrato come scopritore, avrebbe dovuto trasferire o raccogliere tracce;

  2. le Lacoste non recavano sangue né DNA della vittima;

  3. ergo, Stasi non è entrato come scopritore;

  4. se conosceva i dettagli della scena senza esservi entrato dopo la scoperta, ciò è avvenuto in veste di autore del delitto.

L’eventuale presenza di segnali genetici femminili sotto le suole — pur se deboli o non conclusivi — avrebbe incrinato la premessa del sillogismo accusatorio, invalidando l’assunto del mancato ingresso nella villetta.


Le tracce brunastre sulla scarpa destra

A questo quadro si aggiunge quanto riportato nel verbale peritale del 23 maggio 2009 del collegio peritale: all’esame allo stereomicroscopio della suola destra furono individuati due imbrattamenti secchi rossastri/brunastri, indicati come campioni C17-09-1 e C17-09-2.

Verbale peritale del 23 maggio 2009, pagina con l’individuazione degli imbrattamenti rossastri/brunastri sulla suola destra Lacoste.

Su tali prelievi si è aperta una disputa sull’esito del Combur Test: negativi secondo Marino, dubbi o positivi secondo altre valutazioni peritali, con contestazione da parte dello stesso Marino circa la “metamorfosi” del dato.

Perizia medico-legale Varetto , Robino , Bison - 2009 GUP Vigevano

Rimane il dato materiale del rilievo visivo e fotografico di tracce brunastre sulla scarpa destra. Questo elemento si incrocia con gli studi morfologici del Prof. Felici, che hanno evidenziato la compatibilità tra la suola Lacoste, in particolare la destra, e alcune tracce di passaggio visibili nelle fotografie della scena del crimine proprio di fronte alla porta della scala che conduce in cantina, come raccontato da Stasi..

Estratto dello studio del Prof. Felici o immagini comparative tra la suola Lacoste/destra e le presunte tracce di passaggio sulla scena.

Si delinea così una pluralità di elementi concordanti che avrebbero richiesto un’analisi integrata:

  • tracce brunastre rilevate sulla suola destra;

  • compatibilità morfologica con tracce visibili nelle fotografie della scena;

  • elettroferogrammi riferiti alle Lacoste recanti, secondo Portera, segnali aggiuntivi;

  • classificazione ufficiale contrassegnata dalla formula sintetica “Stasi”.


Il DNA dell’utilizzatore come potenziale “copertura”

Essendo la presenza del DNA del proprietario un fattore scontato, l’osservazione del profilo dominante di Stasi rischiava di coprire segnali minoritari: piccole tracce, alleli isolati, picchi non numerati. Pur potendo risultare insufficienti per un’attribuzione individuale, in ambito forense tali segnali conservano rilievo informativo.

Il punto centrale non è se quei picchi dimostrassero l’identità di Chiara Poggi, ma se essi esistessero e se siano stati adeguatamente rappresentati negli atti. In presenza di tracce ulteriori, l’esito avrebbe dovuto menzionare la complessità del tracciato per evitare che la componente ordinaria dell’utilizzatore oscurasse i segnali non riconducibili a lui.


Il precedente dei pedali e la posizione di Portera

Il coinvolgimento del dott. Portera richiama le analisi del 2007 relative alla corsa elettroforetica sui pedali della bicicletta di Stasi, oggetto di successive valutazioni dell’autorità giudiziaria.

RIS RAW DATA analisi DNA C.Poggi effettuata il 19 e 20 settembre 2007 sui pedali bicicletta U.Dei di Alberto Stasi operatode 19.9 Portera, operatore 20.9 Marino

Il riferimento non serve a trasferire automaticamente quel tema sulle Lacoste, ma a mostrare che, nel caso Garlasco, la lettura dei tracciati genetici prodotti nel 2007 è oggi uno dei punti più sensibili e controversi.

Pur imponendo un approccio cauto e rigoroso, il ruolo tecnico ricoperto all’epoca da Portera fa sì che le sue osservazioni sugli elettroferogrammi delle Lacoste vadano vagliate sul piano documentale e confrontate con la catena dei reperti e le relazioni ufficiali.


Il sospetto di una rappresentazione semplificata

Il nodo centrale non risiede nella dimostrazione immediata del DNA della vittima sotto le calzature, quanto nel sospetto che un tracciato genetico complesso sia stato sintetizzato come “Stasi”, consentendo di affermare in sede processuale l’assenza di elementi riconducibili alla scena del crimine.

Se confermata, la mancata esplicitazione di tali tracciati avrebbe consentito di impiegare le Lacoste come prova a carico anziché come reperto dubbio. Ciò impatta direttamente sul presupposto indiziario: la dichiarazione di Stasi relativa al suo ingresso nella villetta era dimostrabilmente falsa, oppure sussistevano elementi tecnici coerenti con la qualifica di scopritore?


La prospettiva di revisione

Non provare sul piano biologico l’ingresso di Stasi non equivale a provarne la certezza del mancato ingresso. Di fronte a un tracciato complesso e non esplicitato, la certezza del sillogismo accusatorio si spegne.

L’eventuale presenza di segnali femminili negli elettroferogrammi originali delle Lacoste costituirebbe un elemento di novità rispetto alla rappresentazione processuale che ha posto alla base della condanna l’assenza di tracciati biologici sotto le suole.

Poiché la stessa relazione Marino/RIS al PM evidenziava la rilevanza di un eventuale profilo della vittima sotto le calzature, l’emersione di tracciati non considerati non rappresenterebbe una mera divergenza valutativa, bensì un dato tecnico non esplicitato. Tale elemento inciderebbe sulla catena logica della sentenza, riaprendo la valutazione sul dubbio ragionevole circa la dinamica dell’accesso alla scena del crimine.

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Luigi Grimaldi

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Commenti

Un iscritto

sillogismo su cui si è retta la condanna — ovvero che l'assenza totale di tracce biologiche sotto le scarpe dimostrasse la falsità del racconto di Stasi — rischia di sgretolarsi se si scopre che i tracciati non erano affatto 'puliti' come si è raccontato per anni. Non si tratta di fare certezze a posteriori, ma di pretendere che ogni anomalia tecnica venga trattata con il rigore che un processo indiziario di questa portata avrebbe dovuto pretendere sin dal primo giorno

1h
Un iscritto

Mi sorge un dubbio legittimo.
Come mai il dott. Portera, biologo dei Carabinieri all’epoca impegnato nelle indagini sul delitto, come lei ricorda, scopre solo ora quelle piccole tracce e non anche
a suo tempo visto che interagiva con i suoi colleghi?
E come mai questa scoperta viene presentata proprio adesso, come uno scoop, quasi a voler fornire un assist alla difesa di Stasi (che forse non ne ha neanche bisogno, perché avendo riesaminato tutti i dati grezzi, ha già scoperto di tutto e di più)?
Ma forse arriva proprio adesso per aggiungere nuove ombre sulla distrazione e/o negligenza dei consulenti di Stasi?
Cito:”Questo profilo è stato allegato 20 anni fa alla relazione biodattilo finale, c’era la fotografia del profilo, quindi i consulenti di parte è da 20 anni che hanno questo profilo davanti agli occhi…i picchi erano già visibili 20 anni fa, pur non avendo i numeretti identificativi… E insiste: “Questo profilo… con la disponibilità dei consulenti di parte, che avevano il profilo di Chiara da 20 anni, se lo andavano a sovrapporre, lo capivano…”.
È qui che nasce un altro sospetto.

2h
Un iscritto

Grazie Dr. Grimaldi della sua puntuale ed attenta analisi, i tecnici responsabili delle analisi tanto boriosi, si stanno scaricando l'un l altro la colpa. La gravità di quello che ora emerge dalla rilettura dei dati grezzi è dirompente e cambia tutto e mi riempie di gioia per la revisione del dr. Stasi.

3h
Un iscritto

Vogliono puntare il dito sui consulenti Stasi che anche loro non hanno visto i picchi? Non doveva essere Marino a evidenziarli?

3h
Un iscritto

Questa storia è sempre più sospetta, spero venga fatta piena luce, perché finora è stata fatta solo che ingiustizia!

3h
Un iscritto

L’ennesimo “errore”…

5h
Un iscritto

Emergono sempre più dubbi sull'operato dei tecnici del Ris del 2007. Se la sono cantata e suonata con il risultato che i dati utili ai giudici sembrano rielaborati e interpretati a priori. Eppure in alcuni salotti televisivi sono ancora fatti passare come protagonisti di gesta eroiche. Non voglio fare di un'erba un fascio, però rimane una delusione ed un'amarezza profonda per l'operato dell'epoca. Forse non saremmo qui a parlarne dopo 20 anni, se le cose fossero andate come dovevano. Grazie sempre al dottor Grimaldi per le sue lucide analisi

5h
Un iscritto

Porterà, prima da giudizi da tecnico super partes, poi urbi et orbi, afferma di non aver fatto nessuna analisi e che qualcuno può aver utilizzato le sue credenziali ed adesso riscopre documenti ed elementi che dovrebbero essergli sconosciuti. Ma questi signori pensano che ci dimentichiamo cosa dicono e fanno e che siamo un popolo di ignoranti??

6h
Un iscritto

Luigi dovrò stampare questo articolo per leggerlo attentamente , assolutamente dirimente!mi chiedo perché Portera denuncia tale omissione dei suoi ex colleghi! Intuisco , forse ,una guerra tra loro?

6h
Un iscritto

Parecchie persone dovranno salire 2 rampe di scale fino al secondo piano della Procura di Pavia. Vedremo chi avrà guts and balls (citazione Bruce Springsteen) di rispondere al Pubblico Ministero dopo che è andato in TV a rilasciare dichiarazioni che provocano solo un senso di sgomento e nausea.

6h
Un iscritto

Sembra che vogliano fare un favore a Stasi in questa apertura.........ma io non mi fido!!!!! ATENZIONE!

7h
Un iscritto

Secondo Marino il DNA di Stasi serviva ad avvalorare il fatto che, se la camminata non aveva cancellato il DNA allora non aveva cancellato l'eventuale sangue, ma i periti di Vitelli risposero: "Quanto alla presenza di DNA di Alberto Stasi sulla suola delle sue stesse scarpe, essa è sicuramente in qualche modo sorprendente, ma non per questo deve avere significati particolari. Il fatto che DNA sia presente non ci permette di dire quando esso sia stato trasferito (per esempio nel momento in cui sono state sfilate l’ultima volta)."

7h
Un iscritto

Come possiamo esprimere tutto il nostro disappunto nel vedere che si va più che volentieri in televisione a fare dichiarazioni e rivelazioni, mentre davanti ai Pm ci si contorce sulla sedia? Evidentemente vale di più la redenzione mediatica.

7h
Un iscritto

Che disgraziati! 😐

8h
Un iscritto

Posso solo ribadire cio' che provo: SCHIFO E RABBiA!!!!
Spero solo che la paghino molto ma molto cara!!!!!

8h
Un iscritto

Penso che ormai lo schifo e l'indignazione siano ormai stati superati: solo rabbia e la speranza che SI FACCIA GIUSTIZIA! Non possiamo più tollerare che questi figuri vengano portate in giro per il mainstream a continuare a raccontarci la loro miserabile storia. Grazie sempre Luigi ❤️
Quando finirà questo de profundis? Quando i vertici dell’arma prenderanno provvedimenti? Questi hanno crocifisso un ragazzo con la lucidità di chi sapeva esattamente quale fosse la linea: era già tutto scritto da quella maledetta mattina del 13 Agosto 2007.
Un pensiero a Chiara ❤️e uno ad Alberto, alla sua mamma e al suo papà morto di crepacuore. ❤️

8h
Un iscritto

Qui mi sembra che le analisi erano realizzate abbastanza correttamente ma le sintesi erano "riviste" da Garofano che "sistemava" il risultato contro Stasi. Ecco perché difende i suoi uomini. Ma chi ha dato ordine a Garofano si fare questo ? Possibile che abbia fatto rutto questo per garantire di aver trovato un colpevole e prendersene il merito ? In questo caso sarebbe non solo gravissimo ma estremamente abietto e soprattutto ripetibile...

8h
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