Garlasco: il sangue già essiccato smentisce la tesi centrale della sentenza
"Solchi" netti dimostrano che la pozza ematica era già essiccata da 30-70 minuti di Davide Pollak per Grimaldipress
(Davide Pollak è un ricercatore indipendente e animatore del canala True Crime @davidepollak3)
Rilevanza processuale
Nella ricostruzione della sentenza di condanna Alberto Stasi non viene considerato lo scopritore della scena, ma colui che già la conosceva in quanto autore del delitto. Il passaggio decisivo di questo ragionamento è l’asserita assenza di tracce del suo camminamento nella pozza ematica: se fosse davvero intervenuto solo dopo, avrebbe dovuto lasciare impronte evidenti nel sangue ancora fluido.
La Procura di Pavia ha indicato come elemento dirimente proprio le cosiddette «tracce a V», tracce del passaggio di Stasi scopritore, interpretate come un indizio sufficente ad annullare la prova della conoscenza preventiva della scena da parte del fidanzato di Chiara Poggi. Si tratta di tacce morfologicamente ben diverse da quelle a “pallini” lasciate dal killer al momento del delitto, non solo per la differnza data dalla scopiltura suola per un motivo preciso.
Il grado di essiccazione della pozza interviene direttamente sulla “qualità” e “diversità” delle tracce. I solchi netti e permanenti documentati dimostrano che, al momento in cui sono state prodotte le tracce a “V” che richiamano le suole delle scarpe Lacoste di Stasi, il sangue non era più liquido.
Una pozza già in fase di gelazione avanzata, o di formazione della pellicola superficiale. spiega sia la possibilità di lasciare segni definiti senza richiudimento, sia lo scarso o nullo trasferimento di materiale ematico sulle suole dopo un breve passaggio.
Lo stato fisico della pozza non è quindi un dettaglio accessorio: è il presupposto morfologico che rende coerente o incoerente l’attribuzione delle «impronte a V» e, di conseguenza, la qualificazione di Stasi come conoscitore della scena anziché come semplice scopritore.
Lo studio: Sinossi operativa
Per una pozza di sangue umano fresco di 50-75 ml (diametro tipico 15-25 cm) su superficie non assorbente (gres/cotto) a 23,5 °C e 50 % di umidità relativa, il tempo necessario a raggiungere lo stadio in cui i polpastrelli lasciano solchi netti, definiti e permanenti – senza richiudimento per fluidità residua – è stimato tra 30 e 70 minuti. Il valore medio-realistico si colloca intorno ai 40-50 minuti.
Tesi
Le fotografie della prima pozza ematica sulla scena del crimine (13 agosto 2007 e documentazione RIS Parma) mostrano solchi lasciati da polpastrelli o parti anatomiche caratterizzati da margini netti, assenza di richiudimento e nessun riposizionamento del sangue. Queste morfologie sono incompatibili con sangue ancora fluido, appena fuoriuscito. Corrispondono invece allo stadio in cui la pozza ha sviluppato una pellicola superficiale e una viscosità interna elevata. Una caratteristica che non può essere sostanzialmente diversa, per ragioni temporali, per le altre macchie ematiche.
Analisi tecnica chiave: la morfologia dei solchi e gli stadi di essiccazione
Il punto centrale dello studio non è una generica affermazione di “sangue già secco”, ma una correlazione precisa tra l’aspetto morfologico dei solchi documentati nelle fotografie e le fasi fisiche del processo di essiccazione di una blood pool, come descritto nella letteratura forense di riferimento (Laan et al., 2016; Laan et al., 2019; Smith et al., 2020).
Gli studi distinguono cinque stadi:
Coagulazione iniziale (primi 5-15 minuti): il sangue inizia a gelificare ma rimane un liquido a bassa viscosità. Qualsiasi solco prodotto da un polpastrello si richiude quasi immediatamente per semplice flusso.
Gelazione: la pozza diventa un gel morbido. Un solco può formarsi, ma tende a richiudersi parzialmente o completamente entro secondi o pochi minuti perché la viscosità è ancora insufficiente a stabilizzare la deformazione.
Essiccazione del bordo (rim desiccation): si forma una crosta periferica secca mentre il centro resta gelatinoso. I solchi diventano più stabili ai margini, ma il materiale centrale può ancora “scivolare” se sottoposto a pressione leggera.
Essiccazione centrale: la viscosità aumenta notevolmente, si forma una pellicola superficiale più rigida e l’interno non scorre più come un liquido. In questa fase i solchi lasciati da una pressione moderata restano netti, definiti e permanenti: i margini non si arrotondano e non si verifica riposizionamento del sangue all’interno della depressione.
Essiccazione finale: crosta completa, cracking e alone di siero.
Le fotografie della pozza di Garlasco mostrano esattamente le caratteristiche dello stadio 4 (e della transizione avanzata dallo stadio 3):
margini taglienti e stabili;
assenza di qualsiasi richiudimento o “riempimento” secondario;
nessun alone o scorrimento laterale del sangue all’interno dei solchi.
Questo quadro morfologico non è compatibile con gli stadi 1 e 2, nei quali la fluidità residua cancellerebbe o ammorbidirebbe rapidamente i solchi. È invece la firma tipica di una pozza che ha già sviluppato una pellicola superficiale e una viscosità interna elevata.
Su superficie non assorbente (gres/cotto), a 23,5 °C e 50 % UR, e per un volume di 50-75 ml, la letteratura indica che questa transizione avviene tra i 30 e i 70 minuti, con valore medio-realistico di 40-50 minuti. I fattori che modulano il tempo (volume, temperatura, umidità, coagulazione naturale) sono stati considerati in modo prudenziale, adottando i parametri meno favorevoli all’essiccazione rapida.
“Nell'ambito degli accertamenti peritali in primo grado sono stati fatti dei rilievi (soprattutto per accertare la stabilità termica del vano scala). Queste le temperature a giugno, figurarsi ad agosto…”
Questa analisi morfologica-temporale costituisce il nucleo tecnico dello studio. Per il testo completo, i dettagli sperimentali e le immagini di confronto è disponibile il download del lavoro integrale [link per il download].
Conclusione
I solchi visibili nelle fotografie non possono essere stati prodotti mentre il sangue era ancora fluido. Il passaggio che li ha generati è avvenuto necessariamente almeno 30-70 minuti dopo la formazione della pozza.
Questa tempistica, ricavata dalla letteratura peer-reviewed e dalle condizioni ambientali documentate, costituisce un vincolo obiettivo sulla sequenza degli eventi e sulla lettura processuale delle tracce a V.
Riferimenti essenziali
Laan N. et al., Morphology of drying blood pools, Forensic Science International 2016.
Laan N. et al., The influence of coagulation on the drying dynamics of blood pools, Forensic Science International 2019.
Smith F.R. et al., A new forensic tool to date human blood pools, Scientific Reports 2020.
Ramsthaler F. et al., Drying properties of bloodstains on common indoor surfaces, International Journal of Legal Medicine 2012.
Bonus.
Consideriamo questo documento della Corte di Appello di Milano che assolse Stasi, riguardo alle differenti condizioni di essiccazione delle tracce ematiche presenti sulle diverse aree della scena del crimine:
Commenti
In buona sostanza tutto ciò che era stato concluso dalle prime sentenze, benché basato su reperti farlocchi, era di buon senso e corretto. La sentenza della cassazione è stata uno scandalo montato con intenzione di incarcerare Alberto... Ancora grazie per questo articolo 💞
grazie caro Luigi!
f.to Davide Pollak
Grazie come sempre Luigi e Davide, Dio ve ne renderà merito. Due uomini onesti che risollevano lo spirito in mezzo a questo mare malefico.
La foto di Miss Lilletta (Marple) è deliziosa😻
Grazie a Davide Pollak per il suo lavoro di ricerca e grazie a Luigi Grimaldi per la precisa spiegazione, due uomini di BUONA VOLONTÀ che da oltre un anno hanno lavorato impegnandosi per il raggiungimento della verità. Speriamo che presto la Procura di Milano faccia ottenere la revisione di un processo che ha condannato un ragazzo di 24 anni ingiustamente su prove inconsistenti!
complimenti per il lavoro fatto ….. e la bibliografia 👍
Purtroppo Stasi doveva essere il colpevole! C è di tutto e di più che ci dice che lui è innocente!
Che gran lavoro ha fatto anche Davide Pollak👏👏👏👏