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Garlasco: scandalo! IGNORATO L'INDIZIO CHIAVE VERSO LA VERITA'

La chiavetta di Chiara e quei file, alterati, terribili e deliberatamente ignorati erano la pista giusta che avrebbe portato SUBITO a indagare anche su Andrea Sempio - di Luigi Grimaldi

Garlasco: scandalo!
IGNORATO L'INDIZIO CHIAVE VERSO LA VERITA'
Garlasco: scandalo!
IGNORATO L'INDIZIO CHIAVE VERSO LA VERITA' Luigi Grimaldi

La Chiavetta USB di Chiara: trafugata, alterata, visionata e ignorata. Uno Scandalo che Grida Vendetta. Il caso Garlasco non è mai stato chiuso. È stato sepolto. E oggi, grazie a un'analisi spietata dei documenti ufficiali, emerge l'ennesima prova di un'inchiesta inquinata fin nel midollo: la chiavetta USB di Chiara è stata manomessa mentre era sotto sequestro.

I fatti, nudi e crudi. La chiavetta USB marca Data Traveler, modello DTI/2GB, con numeri seriali HS36-362.A00B.F e CN 032107, capacità 2 GB, arriva ufficialmente al RIS di Parma il 18 ottobre 2007. Viene repertata, fotografata, sigillata. Doveva essere intoccabile. Invece no.

Nel 2009, durante il processo di primo grado, saltano fuori due alterazioni evidenti. La più grave: la chiavetta è stata visionata e modificata il 14 agosto 2007 mentre si trovava sotto sequestro presso l'abitazione dei Poggi.

Foto alla mano:

  • Il 13 agosto 2007 la chiavetta è nel cestino dietro la TV.

  • Pochi giorni dopo, il 3 ottobre 2007, la stessa chiavetta (o quello che dovrebbe essere) viene fotografata dal RIS.

  • Ma il 14 agosto 2007 qualcuno la tira fuori, la infila in un computer e traffica con i contenuti.

Come è possibile?

L'impossibile "coincidenza".

Nella perizia di Porta e Occhietti viene segnalata un'alterazione della Pen Drive Kingston di Chiara. E qui viene il bello: il hash MD5 della copia non corrisponde. Il file system è stato toccato. I byte scritti e letti non quadrano. L'integrità della prova è saltata in aria.

E non è un errore tecnico. È una manomissione materiale. La domanda che nessun giornalista "ufficiale" ha il coraggio di fare ad alta voce è questa: chi ha avuto accesso fisico alla chiavetta mentre era sotto sequestro? Chi l'ha portata fuori, chi l'ha inserita in un PC, chi ha deciso di "controllarla" subito, ma senza verbalizzare nulla?


Chi ha prelevato di nascosto quella chiavetta la notte tra il 13 e il 14 agosto 2007, mentre era ancora sotto sequestro, non ha solo violato i sigilli.

Ha visto con i propri occhi i file che Chiara Poggi aveva salvato nei mesi precedenti la sua morte. E cosa conteneva quella USB?

Immagini alchemiche tratte da antichi testi ermetici (Basilius Valentinus e Giovan Battista Nazari), simboli legati alla Grande Opera, al “solve et coagula”, alle chiavi enochiane. Materiale che nulla aveva a che fare con gli interessi noti di una ragazza di 26 anni, ma che invece trova precise corrispondenze in ambienti occultisti estremi, come l’Order of Nine Angles (O9A), gruppo satanico neo-nazista noto per promuovere omicidi rituali, trasgressione estrema e “culling” (sacrifici selettivi).

Oltre a questo, Chiara aveva archiviato articoli su omicidi irrisolti (cold case), pedofilia (con profili psicologici dei pedofili), abusi sessuali, anoressia e dipendenze da sostanze Tutti temi connessi esplicitamente all’esercizio della violenza gratuita e sistematizzata.

Tutti elementi che, visionati la notte dopo l’omicidio, avrebbero dovuto far scattare campanelli d’allarme assordanti. Avrebbero imposto di aprire piste investigative verso ambienti occulti, settari, potenzialmente devianti, lontanissimi dal fidanzato Alberto Stasi che invece diventa il centro delle indagini.

Invece cosa hanno fatto gli inquirenti? L’hanno prelevata di nascosto, l’hanno visionata, e di nascosto l’hanno rimessa a posto. Senza verbalizzare. Senza informare la difesa o il pubblico ministero. Senza seguire le tracce che quei file urlavano.

Una manomissione non solo tecnica, ma strategica. Un occultamento deliberato di piste alternative per proteggere una narrazione già scritta: quella del fidanzato-mostro. Questa non è più imperizia, è ben altro.


Integrità forense? Una barzelletta. Ipotesi investigative? Una favola. Come sottolinea con precisione chirurgica l'analisi: non si può affermare con certezza scientifica che i dati contenuti in questa USB siano esattamente gli stessi che il RIS e poi i periti del giudice hanno esaminato. Punto. Fine della discussione.

Questo non è un caso di "piccole imperfezioni". È la dimostrazione che l'inchiesta su Garlasco è stata infettata dall'interno. Prove spostate, alterate, "visionate" fuori protocollo con incredibili inerzie ed omissioni. E nessuno risponde.

Basta con il silenzio complice

Da anni gridiamo che il caso Poggi è stato gestito in modo vergognoso. Oggi abbiamo un documento in più che lo certifica nero su bianco. La chiavetta USB di Chiara non è solo una prova inquinata: è la metafora perfetta di un sistema giudiziario che ha deviato e protetto se stesso invece di cercare la verità.

Chi ha manomesso quella chiavetta sa esattamente cosa ha fatto. E sa perché. Noi non dimentichiamo. Non perdoniamo. E non smetteremo di scavare.

Garlasco non è una storia chiusa. È una ferita aperta.

  **PLUS ESCLUSIVO** COSA C'ERA IN QUELLA CHIAVETTA CHE ANDAVA IGNORATO 
                      - ALCUNI PASSI SIGNIFICATIVI -

1 - Recentemente, una vasta operazione di polizia ha portato
all'arresto di una grossa banda di rapinatori che agivano in ville
isolate facendosi protagonisti di gravi episodi di violenza ai danni
delle vittime, riproducendo scenari da Arancia meccanica. Dai
giornali si è potuto apprendere che i malviventi prima di ogni
colpo si "caricavano" con la cocaina.
Il rapporto fra chi delinque e la cocaina va considerato altamente
pericoloso per la capacità di liberare aggressività e
comportamenti sadici. Un furto può trasformarsi in un bagno di
violenza, non solo per una minima reazione della vittima, ma
semplicemente per lo stato di esaltazione nel quale si svolge
tutta l'azione. (…)“

2 – Il diavolo ha il cuore spezzato, di Stefania Cubello
ll diavolo ha il cuore spezzato. Piegato dall’amor perduto. Privato
del suo oro. Tradito dai ministri. Marilyn Manson, lo shock-rocker
più temuto d’America, accusato di satanismo dalle lobby
cristiane vicine a Bush per le rappresentazioni estreme del
disagio, dei lati oscuri di un’America malata, si mette a nudo per
la prima volta. (...) l’Anticristo del rock si confessa, esorcizza i
demoni che negli ultimi 12 mesi gli han fatto compagnia
all’inferno. (...) La strage nel campus in Virginia rilancia, dopo
Columbine, l’immagine di Manson ispiratore. E il problema delle
troppe armi negli Usa. «Alla base dei fatti restano persone con
problemi insoluti, tensioni inespresse. Il sistema culturale oggi85
crea aspettative troppo alte: non tutti sono abbastanza fortunati
da realizzarle. (…)

3 - L’algoritmo della violenza
“Con un’arma direi che la pace della mente è preziosa quanto la
sicurezza stessa”. Questa è una peculiarità della mentalità
nordamericana. (…) Il Nord America è il massacro di Columbine,
dove due studenti emarginati imbracciano le armi per difendere
la loro idea di onore e per punire un mondo che odiavano. (…)
poiché il diritto all’autodifesa rimane inalienabile, ognuno di noi
può e dovrebbe mantenere una certa autosufficiente sfiducia nei
confronti dell’autorità. Autosufficienza, in effetti, è la questione
in ballo in America. Il prezzo che paghiamo è di avere un
massacro di Columbine dopo l’altro. (...)
È per questo che io possiedo delle armi, ed è sempre per questo
che quei due disgraziati ragazzi di Columbine hanno portato le
loro armi a scuola e hanno risolto i loro problemi, in modo
crudele e inutile. Che cosa sono i diritti dell’individuo?
Domandatelo a un nordamericano, che è quello che più se ne
preoccupa. Molti abitanti del pianeta, però, potrebbero non
essere d’accordo” .

4 – Teppisti delle onde86
I Bra Boys. È il documentario dell’anno, tutti in fila a vederlo. Un
sapore dimare acido: disperazione, machismo, violenza. Ma
anche coraggio, incoscienza, sfida del pericolo. Gioventù bruciata,
oggi.
Un Mercoledì da leoni era un film romantico sulla generazione
che scopre il ’68 cercando l’onda perfetta.
I Bra Boys è la sua versione moderna. Il sentimento è cambiato,
l’innocenza anche, i coltelli tagliano, le pistole sparano.
(…) Il nome Bra Boys è un diminutivo: sia di brothers che di
Maroubra. Per la polizia i Bra sono una banda di criminali e di
gangster del surf. Il 22 dicembre 2002 i Bra e la polizia si
ritrovano nello stesso edificio, ma su piani diversi. I Bra
festeggiano il ventunesimo compleanno di uno di loro, Mark
Matthews, la polizia celebra la vigilia di Natale. Nessuno si vuole
bene. C’è uno scontro, feriti e sirene nella notte. I Bra sono duecento,
lottano come disperati, vincono. Nel 2003 c’è un’altra notte buia
e tempestosa: Jai Abberton, ora 32enne, è in macchina con Tony
Hines, un altro della gang. Discutono per via di una fidanzata.
Tony ha un carattere difficile e aggressivo, quasi psicopatico, si è
fatto cinque anni per stupro. I due litigano, Tony è seduto
davanti. Bang, bang. Colpi nella nuca, da dietro. Tony si accascia,
il suo corpo viene ritrovato in fondo al mare!. La tribù che si
denuda davanti alla macchina da presa e mostra segni e cicatrici
di pallottole e coltellate. Perché se sei un Bra devi per forza
esserti scontrato con qualcosa e qualcuno”.

5 – Angeli/Demoni LOS ANGELES Sono le femmine delle gang
latine. Controllano strade e quartieri.
Rito di iniziazione.
“Le altre ragazze ti picchiano fin quando non cadi a terra, oppure
inizi a sanguinare. Superata la prova, entri ufficialmente nella
gang. Avevano bisogno di me. Perché sono alta e grossa.
Sapevano che avrei potuto aiutarle”. Da quel giorno il suo nome
è cambiato. Dopo quel rito a suon di botte, si ritrovò con il naso
pieno di sangue. “Mi prendevano in giro, ripetevano in coro “boo
boo, boo boo”». Quindici anni dopo, nessuno la conosce più come
Cindy.”Una volta entrati a fare parte della gang si controlla il
quartiere, mantenendo l’ordine sul territorio. Per evitare che
altre gang prendano possesso delle strade”. E poi, la solita
vecchia formula: “droga, alcol e tanti soldi”. Con tutto quello che
questo comporta. Effetti delle regole criminali della strada.
“Per qualcuna è il carcere, per altre una pallottola o una lama
affilata”. Imprevisti, pericoli, ferite, arresti e morti. Va così. Anzi,
a sentire Boo Boo, “nemmeno te ne accorgi e cominci un’altra
vita, senza alcun controllo, raid della polizia a parte. Rubi e fai
rapine. In tasca hai sempre una pistola o un coltello»

6 - Il sorriso di Glasgow
La città è teatro di storie di inaudita violenza: storie di coltelli,
appunto. Non è certo l’unica del Regno Unito:88
poche settimane fa Londra e Manchester sono state protagoniste
nei titoli dei quotidiani per sei vittime accoltellate nel giro di
pochissimi giorni, tanto che il ministro dell’Interno John Reid ha
annunciato che i prossimi reati legati all’uso del coltello verranno
registrati e studiati separatamente. Ma Glasgow vanta un
macabro record: in città si registra infatti uno dei tassi di omicidi
più alto di tutta l’Europa occidentale, con un aumento
esponenziale delle aggressioni all’arma bianca, oggetto anche di
uno studio patrocinato dall’Onu.

7 - (…) ALCOL E LAME
In gergo si chiama booze and blades-culture - ovvero la cultura
dell’alcol e delle lame - e coinvolge principalmente i maschi di età
inferiore ai 25 anni. La maggior parte delle aggressioni si svolge
durante il weekend, quando i ragazzi tendono a bere troppo e a
scatenare risse. Si ritrovano così all’ospedale con ferite da coltelli,
ma anche da machete e spade da samurai. Ogni notte vengono
medicate oltre un centinaio di persone: uno studio condotto per
sei settimane in 16 dei 24 pronto soccorso scozzesi, ha registrato
oltre tremila feriti, un quarto dei quali erano vittime di armi da
taglio”.

8 – Aiuto, ho visto un lupo cattivo
INCHIESTA I bambini abusati sono sempre di più. Ma chi sono
davvero i pedofili? Sono vittime di una patologia dell’istinto
o di una devianza psicosociale? di Licia Granello89
Non accettare caramelle dagli sconosciuti. Siamo tutti cresciuti
con questo monito nelle orecchie, bambini con il mondo da
scoprire, insidie comprese. Ma se a offrire le caramelle sono
quelli che conosciamo: l’edicolante, l’amico di papà, la mamma
della compagna di banco, i genitori, i fratelli?
(…) Si parte da un divieto non negoziabile, senza se e senza ma: i
bambini non si toccano. Concetto lapidario ma non scontato. Per
millenni, fino al XX secolo, la pedofilia è stata di volta in volta
consentita, vietata, ritualizzata, tollerata: dimostrazione
inoppugnabile che si è sempre trattato di un comportamento
socialmente rilevabile, con cui fare i conti, dall’omosessualità
pedofila maschile e femminile dell’antica Grecia al divieto
ecclesiastico stabilito nel Medioevo di contrarre matrimoni sotto
i sette anni di età.
Solo nel Novecento, grazie allo psichiatra svizzero Auguste Forel,
viene definita la caratteristica patologica della pedofilia come
passione sessuale per i bambini. Così nasce il tabù,
comportamento istintivo socialmente inaccettabile,
culturalmente pericoloso e moralmente riprovevole, proibito e
sanzionato. A violarlo, ogni anno, sono una massa spaventosa di
persone, se è
vero che i minori abusati sono milioni”.

9 - Come nasce la follia - È solitamente un vissuto traumatico a
stimolare l’azione violenta. Ma la risposta90
dell’individuo non è mai scontata - Di Carlo Falciola e Manuela
Lehnus
Inspiegabili gesti di follia: è questa la spiegazione per i fatti
brutali che riempiono le cronache? Forse no. Anche le azioni più
efferate possono essere il risultato di un complesso processo
mentale e di una scelta consapevole. Nel corso del ’900 si calcola
che le persone uccise in modo violento siano state 150 milioni;
addirittura 200 milioni se, oltre alla guerre e ai genocidi, si contano anche le
carestie e gli altri “effetti collaterali” dei conflitti.
Secondo lo storico Marcello Flores si tratta del periodo “più
distruttivo della storia umana”, come racconta nel suo volume.
Nel libro emerge anche un’altra riflessione: la violenza vicina e
quotidiana ci colpisce ancora di più, “sembra sempre più grande e
terribile di quella che riguarda società o mondi
lontani”.

10 - Partito da un’inchiesta per il quotidiano sul fenomeno dei
pomeriggi in discoteca, il libro racconta le vite di tre giovanissime
e due loro coetanei maschi, tutti di Roma e dintorni, fra
pomeriggi sul cubo e serate sui blog a scambiarsi consigli,
resoconti e fantasie di esperienze se possibile estreme. «Per loro»,
spiega Lombardo Pijola «sono comportamenti normali, non c’è
consapevolezza in quello che fanno. Però ci sono rabbia, angoscia,
solitudine familiare. E un disperato bisogno di essere ascoltati».91
Dai grandi soprattutto, che sono esclusi dal loro mondo di
trasgressione.
Anche se Lombardo Pijola non dimentica di segnalare che «certi
adulti, pedofili, riescono a entrare nei locali e avvicinarsi alle
ragazzine con promesse di apparizioni in tv e simili». Un rischio
grave, ma non l’unico di quello che secondo la giornalista non è
affatto un fenomeno di nicchia. «C’è un cambiamento
sommerso», dice Lombardo Pijola, «passato inosservato agli
occhi degli adulti, che ha preso forma soprattutto sui banchi di
scuola e, paradossalmente, tra le mura domestiche». Dove la
sera, chiusi
a chiave nello loro stanza, i ragazzi sono liberi di sfogarsi sulla
tastiera.
Alcune ragazze si scattano foto con i telefonini e le fanno girare
su Internet. Un modo per farsi notare ed essere scelte per il cubo
del prossimo sabato. Pronte per gli occhi di compagni di classe
che non vedono l’ora di consumare, e il giorno dopo non si
faranno troppi problemi. Non come le ragazze, che se
nell’approccio sono le “predatrici”, sono quelle che poi, ferite, si disperano. «E allora cercano conforto altrove, in qualcosa che vada al di là della
realtà, a caccia di altro». Fumo, droga, esperienze esoteriche,
ancora scambi sessuali, bullismo violento. O solo, di nuovo,
un’occhiata che le rassicuri di non essere trasparenti, uno
sguardo, tra la folla, che le noti: rimirate, cercate e desiderate.
Come delle vere eroine. Di Ilaria Carra

In sintesi il dossier Chiara Poggi: la violenza giovanile come
mosaico di ferite invisibili con riferimenti precisi alla violenza,
alla pedofilia, all’abuso di sostanze, alla possibilità di uccidere e
farla franca.

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Commenti

Un iscritto

Luigi posso chiedere perchè si spinge ad affermare che la chiavetta è stata prelevata la notte tra ill 13 e il 14 e non il 14 di giorno ad esempio? solo per chiarezza, grazie e buon lavoro.

31d

Perché lo testimonia un carabiniere al processo. L'ha portata fuori con tutto il cestino la sera del 13 , ma non ha mai detto né a chi l'ha data né per ordine di chi l'ha prelevata

31d
Un iscritto

Grazie Luigi per la sua gentile e sollecita risposta, per completezza è possibile reperire i verbali della testimonianza per tenere traccia anche nel gruppo “la Bilancia in discussione” di tutta la ricostruzione da lei fatta? Penso sia un elemento centrale di tutta la vicenda. Colgo l’occasione per complimentarmi con lei per la sua tenacia in tempi non sospetti e per la passione con la quale porta avanti la ricerca della verità in generale , non solo per il caso Garlasco. Ho trovato molto interessanti anche le sue ricostruzioni sul caso Ilaria Alpi e la vicenda Moby, non le nascondo che mi piacerebbe sentirla discutere ancora di queste vicende. Magari una nuova serie di video come per l’inchiesta Garlasco?

31d
Un iscritto

Per me sei un mito e spero che questa battaglia possiamo condividerla con azioni concrete e non semplici commenti anche se importanti.
"Chi ha manomesso quella chiavetta sa esattamente cosa ha fatto. E sa perché. Noi non dimentichiamo.
Non perdoniamo. E non smetteremo di scavare." Quando avremo il quadro più chiaro dovremo fare un'azione importante e che duri nel tempo. Se Stasi vorrà essere il testimonial di questa azione/progetto ci saremo in tanti. Anch'io concordo con chi ha detto che hai commesso un errore a votare no al Referendum. Purtroppo di Napoleone, Falcone e Borsellino ce ne sono sono pochi, una minoranza. Un potere senza controllo è una dittatura, e il genere umano ha tante debolezze.

57d
Un iscritto

Buongiorno, oltre alle morti sospette avvenute dopo il delitto Poggi, ce n'è una prima, non troppo lontana dall'Agosto 2007? Chiara nella chiavetta aveva fatto ricerche su delitti irrisolti.

33d
Un iscritto

Grazie Luigi per aver messo i riflettori su quest’aspetto dell’inchiesta.
Una chiavetta che scompare e riappare senza alcun verbale e poi addirittura non supera il test di integrità della stessa prova acquisita dal RIS è un’aberrazione inquietante per un’indagine seria.
Se è vero che come minimo denota una grave trascuratezza investigativa, dato il rilievo evidente dei contenuti che contiene, mi riesce curioso pensare che uno abbia visto lucidamente e lasciato senza riscontro quei contenuti.
Peccato, se i RIS avessero preso le impronte delle dita che l’hanno maneggiata (sulla plastica si rilevano bene) quando l’hanno prelevata e repertata! Ne avremmo saputo di più!

Farei 3 ipotesi

  1. I carabinieri volevano accedere dalla stessa sera a immagini fotografiche della vittima e del suo volto per fare confronti col volto coperto di sangue, irriconoscibile, di Chiara e qualcuno suggerisce che nella chiavetta dentro il cestino ci sono sicuro foto recenti di Chiara in Inghilterra con Stasi. Nella loro balordaggine non riflettono sul valore di prova della chiavetta né considerano sul momento il senso dei file contenuti. Così prendono la chiavetta e la sua visione avviene dopo la mezzanotte, la data di accesso va al 14-8 senza specificare l’orario. Ma poi non trovano quello che vogliono e realizzano che, anche se parzialmente motivato, l’uso di immagini dalla chiavetta non è una prassi corretta, quindi insabbiano la sottrazione indebita senza verbalizzare. A indurli in errore potrebbe essere qualcuno che aveva consapevolezza e interesse a cancellare la data di ultimo accesso, che non si può escludere del tutto sia stata anche il 13 agosto.

  2. Qualche genio fra i carabinieri ha preso la chiavetta x investigare “in proprio” e capire se poteva avere in mano elementi da usare incastrare o per proteggere chi risultasse eventualmente sospetto ed esercitare una sua piccola sfera di influenza sulle indagini. Un po' come è stato preso il telefono di Chiara e lasciato nel cassetto della scrivania.

  3. A pensar male, la sottrazione può anche indicare l’urgenza immediata di qualcuno di averla per verificare, o (non so se è possibile) sottrarre, contenuti scottanti di interesse personale. In questo terzo caso potrebbe essere stata presa e messa in tasca da un rappresentante delle forze dell’ordine sulla scena del delitto prima di apporre i sigilli, la sera del 13, e consegnata a chi ne aveva interesse che l’ha a sua volta usata l’indomani. Quanto a rimetterla al suo posto deve essere stata cura dello stesso rappresentante delle forze dell’ordine, che magari è intervenuto a rimuovere i sigilli prima o in coincidenza con l’ingresso del RIS.
    Se chi aveva interesse urgente alla chiavetta non apparteneva alle forze dell’ordine, si trovava probabilmente sul posto il 13 agosto pomeriggio e aveva un rapporto di amicizia/complicità con colui che l’ha potuta sottrarre senza dare nell’occhio. Una candidata potrebbe essere Stefania Cappa che in SIT aveva riferito di aver incrociato un amico delle forze dell’ordine sul posto, ma non è detto sia stata interessata.
    Un’altra possibilità è la richiesta di Marco Poggi o di un genitore dopo il loro rientro da Falzes, in serata, a qualcuno dei carabinieri, se ancora la villetta non era stata definitivamente sigillata. La scusa innocente potrebbe essere che volevano accedere a immagini di Chiara viva, prima del delitto, e che le immagini potevano trovarsi nella chiavetta.
    Metterei la volontà di visionare la chiavetta in relazione ai video, forse qualcuno li voleva cancellare? Non mi convince per niente il racconto della richiesta di Marco ad Alberto, fatta a suo dire al cimitero, di avere un video intimo della sorella.
    Tutto questo verrà chiarito dal confronto fra la versione di Stasi e quella di Marco, di cui ieri sera ho visto solo la prima parte, non conosco il testo seguente della SIT.

57d
Un iscritto

Luigi si conosce l’orario di alterazione dei file in data 14 agosto?

57d
Un iscritto

ho una sola grande paura, un dubbio...lo vedremo mai in galera, questo esercito del male? ormai sono davvero un esercito.

57d
Un iscritto

L unico tuo errore Grimaldi è aver votato SI al referendum.

57d
Un iscritto

Il 14 agosto 2007 c'è il sopralluogo di Cassese con la presenza di Marco Poggi come si evince da alcune foto che girano sul web, è stato chiesto sia all'uno che all'altro chi ha toccato la chiavetta e su quale PC è stata inserita ed aperta?

57d
Un iscritto

Che amarezza scoprire che c è stato proprio una intenzione di sottrazione e inquinamento delle prove. Ma quello che mi sconvolge ancora di più.. è che moltissime persone … moltissime sapevano che Stasi era innocente… e chi ha volutamente tenuto questo segreto andrebbe messo in piazza al pubblico ludibrio Come si usava una volta… persone che vogliono fare del male, settori della società che manipolano tutto.. sono rattristata… tanto… paola2.Trieste 63

57d
Un iscritto

Da quando la seguo mi si è aperto un mondo. La strada da lei intrapresa è quella giusta;a mio avviso è anche l'unica che conduce alla verità.

58d
Un iscritto

Sentire parlare di questa chiavetta è una cosa ma leggerne i contenuti è tutt'altra. L'impressione è fortissima. Ignorare quei contenuti è impossibile a meno che si abbia l'intenzione di sepellirli apposta

58d
Un iscritto

La seguo da tempo sulla stessa strada. La chiavetta è la chiave

58d
Un iscritto

Semper fidelis

58d
Un iscritto

Luigi io la stimo e la seguo da molto.Questa ricerca e questo articolo sono stupefacenti Con lei si entra e si esce dai suoi racconti ,più ricchi .Io spero che Chiara,questa volta,possa avere pace,ed Alberto con la Sua meravigliosa mamma,pace e Giustizia. Daniela🫂

58d
Un iscritto

Grazie

58d
Un iscritto

SOLVE ET... COAGULA, le scritte sui 2 avambracci del Baphomet. Adorato da alcune logge massoniche, tra cui i Templari deviati. In pratica, significa: distruggi per ricreare, il motto della cricca finanziaria globalista, di cui ad esempio Draghi è una pedina (celebre la sua "distruzione creativa").

58d
Un iscritto

sempre più convinta che Chiara avesse scoperto qualcosa di forte e che centravano Sempio suo fratello e probabilmente qualcun altro che ha il vezzo di tappare la bocca a suon di querele

58d
Un iscritto

vogliamo sapere chi ha dato l'ordine di rompere i sigilli di casa poggi tra il 13 e il 14 agosto, chi ha prelevato fisicamente la chiavetta di chiara, e chi ha manomesso la stessa. E perchè queste operazioni non sono state verbalizzate. Vogliamo anche sapere perchè Cassese aveva premura di scollegare il furto in casa Poggi dall'omicidio di Chiara.

58d
Un iscritto

Colui a capo della custodia dei reperti, deve essere ritenuto responsabile delle malefatte

58d
Un iscritto

Complimenti Luigi 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻 Abbiamo bisogno di articoli come questo !!! Bisogna parlarne , accendere un faro su questa tematica !!

58d
Un iscritto

Incendiario questo nuovo approfondimento. Avevo già sentito Luigi parlare del tema della chiavetta più volte ( l’ultima proprio ieri sera ascoltando la live a cui ha partecipato a Oltre la tempesta due giorni fa ), e già visionato i contenuti della chiavetta di Chiara nell’e -book Garlasco- la setta e il delitto. E’ pazzesco pensare alla profondità e preveggenza di Chiara nell’analizzare la realtà dei ragazzi più giovani che la circondavano, per i quali quasi certamente voleva fare qualcosa ed impossibile non pensare che proprio quello sia il motivo per cui è invece stata uccisa. Allo stesso modo è assurdo che tutto questo, portato all’evidenza con tanta lucidità e sensibilità da Luigi non sia mai abbastanza preso sul serio e approfondito, possibilmente sanato; fino a portare ai veri colpevoli della morte della coraggiosa, non povera come sempre la si definisce, Chiara. Perché solo in questo modo le si darà veramente giustizia, e si farà del bene a tutta la società attuale, dato il livello sempre maggiore di violenza che vediamo riguardare ragazzi sempre più giovani. E’ tempo di prendersi cura anche di loro, di imparare a prevenire certi comportamenti e derive. Luigi ha ragione ma tanto, altroché!

58d
Un iscritto

Grazie Luigi

58d
Un iscritto

Grazie

58d
Un iscritto

Grazie

58d
Un iscritto

e nessuno ne risponde ne da spiegazioni. Cosa cercavano quelli che hanno manomesso la chiavetta? cosa temevano?

58d
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