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Bullismo giudiziario: quando i pedali “sanguinano” solo quando serve

Bullismo giudiziario: quando i pedali “sanguinano” solo quando serve
Bullismo giudiziario: quando i pedali “sanguinano” solo quando serve Luigi Grimaldi

Il 24 settembre 2007 Alberto Stasi viene trascinato, in diretta e sotto i riflettori, davanti alla caserma dei Carabinieri di Garlasco. Folla urlante, insulti, telecamere, etichetta di “mostro” già pronta, già stampata, già appiccicata.

Non un arresto: uno spettacolo. Non un provvedimento cautelare: una sentenza di piazza. E il pretesto? Due pedali di una bicicletta Umberto Dei Milano e un profilo genetico che, a leggere le carte di oggi, aveva già cominciato a puzzare tre giorni prima.

Il 20 settembre 2007, nei laboratori del RIS di Parma, il capitano Alberto Marino annota a penna su un foglio bianco:

tracce sui pedali, Combur positivo in qualche punto… e poi OBTI negativo. Niente sangue. Materiale ematico specifico: assente.

Dieci righe sobrie, quasi burocratiche, che dicono chiaramente: non è sangue. Quel foglio, come racconta oggi Repubblica, sparisce negli armadi. Non arriva al pm. Non arriva alla difesa. Sparisce. Come certe verità scomode quando c’è da riempire una cella e placare un’opinione pubblica affamata di mostri.

Tre giorni dopo, il 24 settembre, ecco la “relazione preliminare” firmata dallo stesso Marino. I pedali vengono smontati, ispezionati allo stereomicroscopio, e magicamente appaiono “microtracce di consistenza ematica… di colore rosso… Combur positivo”. DNA femminile “riconducibile, al di là di ogni ragionevole dubbio, alla vittima Poggi Chiara”.

Profilo genetico, indizi gravi di colpevolezza, sirene, manette, folla che urla. La bicicletta di Stasi diventa il monumento all’evidenza schiacciante. Solo che tre giorni prima quella stessa evidenza aveva già detto no.

La nota tecnica successiva cerca di mettere pezze: luminol aspecifico sui metalli, Combur negativo sulle superfici dei pedali prima dello smontaggio, poi improvvisamente tracce “estremamente esigue” e di nuovo positive. Si preleva, si estrae, si quantifica, si caratterizza. E si comunica ai consulenti della difesa solo dopo aver già costruito il castello.

Intanto le scarpe sequestra­te a Stasi? Solo una (Lacoste) dà un profilo riconducibile a lui; le altre nulla. E il disegno delle suole non è compatibile con l’impronta di sangue sulla scena. Ha mentito , non è lui lo scopritore della scena del delitto, quindi è un bugiardo ee un assassino. Dettagli. Fastidiosi. Da mettere in coda.

Questo non è un errore di laboratorio. È il meccanismo classico del bullismo giudiziario: si nasconde ciò che non serve, si amplifica ciò che serve, si mette in scena l’arresto come un reality show e si lascia che l’etichetta “assassino” resti attaccata anche quando le carte cominciano a scricchiolare. Stasi entra in caserma con la folla che gli sputa addosso l’odio collettivo. Esce (molto dopo) con quella stessa etichetta ancora stampata sulla fronte di troppi, nonostante le contraddizioni, le omissioni, i fogli spariti e riapparsi quasi vent’anni dopo.

Il “bullismo giudiziario” non ha bisogno di manganelli. Ha bisogno di un verbale che dice una cosa il 20 e il contrario il 24, di un test specifico (OBTI) che viene taciuto, di un arresto spettacolare che diventa prova di sé stesso. Ha bisogno di una piazza che urla e di una macchina mediatica che non chiede se quel sangue sui pedali fosse davvero sangue, o solo la scusa più comoda per chiudere la cella dei Piccolini la sera stessa.Oggi le carte tornano fuori. I RIS di Parma, la Procura di Pavia, i fogli che “non c’erano”. E mentre qualcuno continua a ripetere che “tanto era colpevole”, resta una domanda scomoda: se le prove che hanno giustificato lo spettacolo del 24 settembre erano già smentite il 20, chi ha deciso che la verità poteva aspettare e la gogna no?Alberto Stasi non è stato solo indagato. È stato messo in scena. E la scena, una volta montata, è difficile da smontare. Anche quando i pedali, a guardarli bene, non sanguinavano affatto.

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Luigi Grimaldi

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Commenti

Un iscritto

Quanto male ha dovuto subire quel ragazzo 😔

6m
Un iscritto

Grandissimo Grimaldi. Bullismo giudiziario, difficile trovare parole più adatte. E ricostruzione precisissima.

27m
Un iscritto

❤️

31m
Un iscritto

Non ho parole. Solo schifo. Mi aspetto che paghi o tutti

33m
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