Il generale ammette in TV quello che in procura non ricordava
Il 25 settembre Garofano ha detto di non ricordare nulla sui tracciati genetici del caso Garlasco, ma il primo ottobre, fuori dagli uffici della Procura, ritrova la memoria - di Luigi Grimaldi
Nella SIT del 25 settembre davanti al PM Garofano ha detto di non ricordare nulla sui tracciati genetici del caso Garlasco. Sei giorni dopo, in televisione, cambia registro: “Certo che sapevo delle analisi negative. Ne abbiamo discusso e abbiamo ritenuto valida quella positiva”.
C’è una frase che pesa come un macigno. Non è stata pronunciata in aula né davanti a un pubblico ministero. È arrivata in televisione, durante un confronto serrato con l’avvocato Giada Bocellari.
Alla domanda diretta — “Lei lo sapeva delle analisi negative?” — il generale Luciano Garofano ha risposto senza esitazioni:
“Certo. Ne abbiamo discusso e abbiamo ritenuto fosse valida quella positiva.”
Poche parole, ma sufficienti a aprire una voragine.
Perché solo pochi giorni prima, il 25 settembre 2026, Garofano era stato ascoltato dal procuratore aggiunto Stefano Civardi. Davanti all’autorità giudiziaria il registro era stato completamente diverso: nessun ricordo specifico, nessuna memoria precisa, nessun dettaglio utile sulle interlocuzioni con l’allora capitano Marino tra il 19 e il 24 settembre 2007.
La domanda di Civardi era chiara: aveva discusso o revisionato la relazione del 24 settembre 2007 sul rinvenimento del profilo genetico della vittima Chiara Poggi sul campione BUP (relativo al DNA di chiara Poggi sulla bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi)?
La risposta verbale fu tutt’altro che netta:
“Non ho alcun ricordo specifico del fatto, posso solo dire che in quanto comandante del RIS il Capitano Marino mi ha sicuramente informato, non so dire quando.”
“Non ho memoria di aver visionato o commentato gli elettroferogrammi.”
“Non posso tuttavia riferire nulla di particolare.”
In Procura, dunque, il buio della memoria. In televisione, invece, la luce improvvisa della certezza: “Certo”, “ne abbiamo discusso”, “abbiamo ritenuto”.
È qui che il caso diventa enorme.
Stiamo parlando di qualcosa di importante, non di un piccolo dettaglio. Si tratta delle analisi negative e positive su un reperto decisivo. Si tratta di come un dato scientifico è stato scelto, valutato, comunicato – o non comunicato – al pubblico ministero.
L’avvocato Bocellari insiste:
“Visto che lei ha parlato con il PM, l’ha detto al PM subito?”
Garofano risponde:
“Non ricordo, ma di solito al PM si dice il dato finale.”
Ecco dove nasce il problema.
Il “dato finale”. Chi decide quale sia il dato finale? Chi decide cosa deve arrivare al pubblico ministero e cosa può restare fuori? In un’indagine scientifica, soprattutto quando i risultati si contraddicono, il dato finale non è una semplice formula neutra. Il dato finale può essere una sintesi. Il dato finale può essere una scelta. Il dato finale, nel peggiore dei casi, può diventare un filtro.
Bocellari va dritta al punto:
“Quindi avete deciso di non dare le analisi negative. Chi ha deciso? Lei o Marino?”
Risposta:
“Marino.”
La responsabilità viene spostata sul capitano Marino. Ma il punto non si chiude qui, si allarga.
Nella SIT Garofano aveva descritto il suo ruolo di comandante del RIS in termini decisamente attivi.
Garofano aveva detto che il lavoro della sezione di biologia:
“Passava dalle mie mani: lettura, verifiche, eccetera.”
Garofano aveva aggiunto:
“Guardavo i risultati e li trasmettevo, anche se le analisi portavano la firma del capitano Marino.”
Quindi la domanda è inevitabile: se il comandante leggeva, verificava e trasmetteva, come può la decisione di non includere le analisi negative essere attribuita solo a Marino?
Ancora più grave è il divario tra la memoria dichiarata in Procura e la sicurezza mostrata in televisione.
Davanti al PM Civardi, Garofano dice di non ricordare discussioni specifiche. Alla domanda su quali ricordi ha delle sue interlocuzioni con l’allora Capitano Marino con Marino, tra il 19 e il 24 settembre 2007 Garofano risponde:
“Nessuno.”
Davanti alle telecamere, invece, Garofano afferma:
“Ne abbiamo discusso.”
Non è una semplice sfumatura. È una rottura.
In Procura: nessun ricordo.
In televisione si è parlato, si è ammessa la discussione.
In Procura non c’è alcuna memoria specifica sugli elettroferogrammi.
In televisione si conoscono le analisi negative.
In Procura non si riesce a riferire particolari.
In televisione si decide di ritenere valida quella positiva.
Il problema ora non è più solo scientifico. È giudiziario. È istituzionale. È democratico.
Un pubblico ministero deve ricevere il quadro completo o solo il “dato finale”?
E se quel dato finale nasce da una scelta interna, da una valutazione che scarta i risultati negativi e privilegia quelli positivi, quella scelta è stata esplicitata? È stata verbalizzata? È stata messa a disposizione della difesa? È stata consegnata all’autorità giudiziaria con tutti i suoi presupposti?
La SIT del 25 settembre mostra un Garofano prudente, quasi blindato dietro la formula del “non ricordo”.
La diretta TV del 1 ottobre mostra invece un Garofano molto più esplicito: sapeva, discusse, partecipò alla valutazione.
È questo il punto che ora richiede una risposta.
Non basta dire che “di solito al PM si dice il dato finale”. Qui il problema è proprio il dato finale: come è stato costruito, da chi, su quali basi, e soprattutto con quali omissioni.
La domanda più pesante resta sospesa:
se le analisi negative c’erano, se erano note, se furono discusse, perché il pubblico ministero non avrebbe dovuto conoscerle integralmente?
E se Garofano oggi in TV ricorda di averne discusso, perché pochi giorni prima davanti al PM quel ricordo non c’era?
Il generale Garofano davanti al pubblico ministero non ricordava. In televisione, invece, ricordava benissimo. O almeno abbastanza da ammettere che le analisi negative c’erano, che lui ne era a conoscenza, che se ne discusse e che alla fine venne ritenuta valida quella positiva. È il cortocircuito che travolge la SIT del 25 settembre 2026 e la diretta televisiva del 1 ottobre: due versioni, due posture, due verità difficili da tenere insieme.
C’è un prima e un dopo. Prima, davanti al PM Civardi, Garofano dice di non ricordare. Dopo, in televisione, risponde “certo” alla domanda più scomoda: sapeva delle analisi negative? Sì, lo sapeva. E non solo: “ne abbiamo discusso”. Una frase che cambia il peso di tutto.
Commenti
Credo che Civardi lo riconvocherà al più presto, e credo che Garofano verrà iscritto nel registro degli indagati per false informazioni al PM.
C'è la prova video che lo sputtana.
E alla domanda della Bocellari di chi avesse deciso sui risultati, ha detto MARINO, MARINO.. POI UNA PAUSA RIFLESSIVA... ". PRESUMO.". IO FOSSI IN MARINO PARLEREI, A QUESTO PUNTO!!!!!!
La frase più grave che ho sentito pronunciata dal Generale, non ricordo se nella stessa trasmissione citata nel suo articolo o in un’altra, e’ quella nella quale afferma che se reato ci fosse stato questo sarebbe comunque prescritto.
Questo è inammissibile che venga detto così senza vergogna!!!
Un reato è reato anche se prescritto soprattutto se il tuo reato ha portato un’altra persona in galera….
Spero che anche la procura abbia registrato le contraddizioni di Garofano e si attivi per venire a capo dell'ennesima anomalia. Non sono troppo convinto sul prossimo futuro. Spero di sbagliarmi. Dottor Grimaldi a lei rivolgo l'invito a non mollare e a proseguire nella sua meritevole attività di informazione
Ma noi caro Luigi siamo in mano a questi pagliacci venduti sia a livello locale, ma ormai a livello planetario vedi Trump, Putin e compagnia cantante. Ma come fanno tipi come questi, che ormai abbondano in ogni dove, ad essere ascoltati, dico a s c o l t a t i, e presentati come se le loro parole, continuamente contradditorie, dovessero convincere noi tutti della loro integrità e limpidezza? E i garofani e annessi e connessi sono i nostri amministratori della Giustizia, quelli a cui affidarci a corpo morto? Ma denuncio a gran voce, non se ne può piú!!!
Per favore non metta Putin a livello di quel criminale di Trump
Ma davvero pensa che il resto degli italiani, la procura di Pavia e i difensori di Stasi siano cretini oppure ritiene di essere al di sopra delle leggi?
La verità anche se a fatica, trova sempre la strada, grazie a uomini come lei Dott GRIMALDI, le siamo grati per il suo impegno e onestà intellettuale. Benedizioni infinite.
Finiti gli specchi e i vetri su cui arrampicarsi! La situazione è cotta!
ciò che non pagano loro, lo paghiamo tutti quanti noi.
Ricordo che il dottore ha già una pena sospesa.. qualora ne arrivasse una seconda, le sconterebbe entrambe?
Spero che l arma prenda una posizione in base a tutto quello che sta emergendo e chi di dovere riesca a dare giustizia a tutti noi
Penso a quanto ci abbia intortato su in tutti questi anni questa persona. Mi rifiuto di chiamarlo generale o dottore
Per fortuna non sono costretto per lavoro, come lei ad assistere a queste sceneggiate, ma questo dialogo l' ho visto, e alla supercazzola del generale che afferma di aver tralasciato i negativi perché il risultato positivo era un buon positivo con un alto valore, al posto della Bocellari io avrei chiesto: e allora perché gli altri due sono stati fatti? È evidente che erano test di conferma e che la decisione è stata completamente avventata con una tracciabilità che non c'è. Inammissibile nel 2007 per un laboratorio del genere.
Essendo siciliana, oramai, ad ogni notizia che mi lascia senza parole … pronunciabili, mi aiuto con un solenne ed esaustivo <<Chi schifiu!>>
Speriamo che l'eccellente Procuratore dr Civardi tenga conto del "ritorno" di memoria dovuto all'apparecchio televisivo (strano perché il tubo catodico che poteva scaldare il cervello non esiste più) da parte del Dr Garofano.
VERGOGNA E SCHIFO!!!!!!!!
Sconcertante lui, la storia ed anche la cautela con cui se ne parla.
Quindi se gli è tornata la memoria, forse è meglio che ritorni in procura dal PM per correggere.
A questo punto mi aspetto che Civardi lo richiami, lo risenta di nuovo e se continua a mentire (e dire la verità in tv) sispendere il verbale e aprire lo stesso fascicolo aperto per Cassese.
Non ricordava davanti al PM, quindi ha mentito li oppure davanti ai media e giornalisti?
Volevo solamente precisare che si parla del settembre 2026 e non 2025.
Criminale..è un criminale
Trattasi di bilicazione mentale 👍