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Garlasco, la foto che fa esplodere il caso Estathé: il secchio “intoccabile” per la difesa, ma osservato dai RIS

di Luigi Grimaldi - VERSIONE IN AGGIORNAMENTO ultimo aggiornamento 20,30/6.10.26

Garlasco, la foto che fa esplodere il caso Estathé: il secchio “intoccabile” per la difesa, ma osservato dai RIS
Garlasco, la foto che fa esplodere il caso Estathé: il secchio “intoccabile” per la difesa, ma osservato dai RIS Luigi Grimaldi

Una fotografia trasmessa PER CASO da Ore 14 Sera rischia di aprire una nuova grande buca nel caso Garlasco

Non è una foto qualsiasi.

Non è un dettaglio di poco conto.

Non è una semplice inquadratura televisiva.

È l’immagine del sopralluogo del RIS di Parma nella villetta di Garlasco del 3 ottobre 2007.

Una data decisiva.

Il 3 ottobre 2007 succedono tre cose fondamentali:

* per la prima volta compare documentato il secchio delle immondizie nella cucina di casa Poggi; Non da parte dei carabinieri, ma da parte della difesa di Stasi.

* ai consulenti della difesa di Alberto Stasi CHE LO FOTOGRAFANO viene impedito di controllare direttamente cosa c’è nel secchio della spazzatura;

* oggi appare una immagine, presente nel fascicolo fotografico agli atti, in cui si vedono due persone in tuta bianca (I consulenti di Stasi Avato e Fabbri) davanti proprio a quel secchio, apparentemente intenti a guardare dentro, mentre uno di loro prende appunti per un inventario.

Inventario fatto? No: “Ci avevamo provato…ma siamo stati subito bloccati…avevamo appena iniziato a descrivere il piattino “del gatto” ci ha detto il Professor Avato.

Il punto è devastante.

Quel secchio, alla difesa, viene presentato come intoccabile.

Non si può toccare. Non si può ispezionare. Non si può controllare direttamente. Non si può, per esempio, controllare data di produzione e scadenza del barattolino di Estathé.

La motivazione ufficiale è chiara: salvaguardare la genuinità della prova.

Ma adesso compare una fotografia in cui quella stessa prova sembra osservata da vicino dai militari. Uno guarda nel secchio. Un altro annota. Sono i consulenti di Stasi

Allora la domanda diventa inevitabile:

Che cosa stavano facendo i RIS davanti alla pattumiera il 3 ottobre 2007? Che cosa hanno visto? Che cosa hanno annotato? E dove è il verbale specifico di quell’attività? Perchè se il “contenuto” doveva essere salvaguardato con estremo rigore allora è evidente che i carabinieri avessero perfettamente idea di cosa fosse e che utilità potesse avere. D’altronde siamo a quasi due mesi dal delitto.

Se quella foto documenta un’ispezione del contenuto della pattumiera, allora manca un pezzo fondamentale della storia.

Il giorno della foto è una data chiave: 3 ottobre 2007

Il 3 ottobre 2007 non è una data neutra nel delitto di Garlasco.

È il giorno del sopralluogo del RIS di Parma e dei consulenti di Stasi nella villetta.

È il giorno in cui, per la prima volta, si registra un barattolino di Estathé nella pattumiera (da parte dei consulenti di Stasi, non dei carabinieri). È il giorno in cui i consulenti di Stasi sono tenuti lontani dal contenuto del secchio. È il giorno in cui la fotografia trasmessa da Ore 14 Sera li mostra davanti alla pattumiera intenti a valutarne il contenuto.

Non stiamo parlando di una foto ambientale qualsiasi. Stiamo parlando del secchio delle immondizie da cui, anni dopo, uscirà il reperto su cui nel 2025 verrà individuato il DNA di Alberto Stasi. Un barattolino destinato a diventare il nuovo appiglio mediatico della cosiddetta “colazione con l’assassino”.

Ma quel barattolino non viene repertato il 3 ottobre. Non viene sigillato. Non viene analizzato. Non viene cristallizzato. Non viene fotografato. Rimane lì, nella pattumiera. E già questo basterebbe a far sorgere domande pesanti.

Il paradosso: “non si può toccare”, ma qualcuno guarda, ispeziona. Ai consulenti della difesa è impedito di verificare direttamente il contenuto del secchio. La ragione: non alterare la prova.

Eppure la foto mandata in onda 19 anni dopo mostra personale in tuta bianca davanti alla pattumiera. Uno degli operatori è chino verso il sacco azzurro. Un altro tiene un blocco in mano e sembra prendere appunti.

Allora bisogna scegliere: quel secchio era intoccabile per tutti, oppure non era intoccabile per nessuno. Non può essere intoccabile per la difesa e accessibile ad altri senza una verbalizzazione puntuale, senza documentazione fotografica completa, senza trasparenza. Con militari di quattro diverse entità dei carabinieri che frequentano contemporaneamente la scena. La genuinità della prova non può funzionare a senso unico.

Se la difesa non poteva guardare dentro, nessuno doveva farlo senza un atto formale. Se invece qualcuno lo ha fatto, la difesa doveva saperlo, doveva ricevere la documentazione, doveva poter contestare o approfondire l’attività. Perché una procedura elementare diventa un meccanismo tanto opaco?

Invece oggi quella foto emerge da una trasmissione televisiva. E allora la domanda è semplice: dov’è il verbale dell’ispezione della pattumiera? Dove sono le foto del contenuto?

Il 5 dicembre 2007 il barattolino non si vede più e la difesa denuncia l’alterazione.

Gli avvocati di Stasi tornano nella villetta, fotografano di nuovo il secchio delle immondizie e, stavolta, il barattolino di Estathé è sparito. La difesa denuncia una alterazione del contenuto della pattumiera. A quel punto interviene la PM Rosa Muscio. I difensori chiedono il repertamento del contenuto del secchio; la richiesta viene negata.

A sx le immondizie il 3 ottobre a dx la foto del 5 dicembre

Allora i difensori chiedono un intervento alternativo: vogliono che il secchio venga sequestrato e sigillato, così da poter fare l’ispezione più tardi.

Questa richiesta non viene accettata, né rifiutata.

Viene semplicemente ignorata.

E tutto è scritto nei verbali. È un punto decisivo.

A dicembre 2007 la difesa dice, in pratica:

«Il contenuto della pattumiera sembra alterato. Repertatelo. Se non lo fate subito, almeno sigillatelo.»

Ma non succede nulla.

Solo il 16 aprile 2008, otto mesi dopo il delitto e alla vigilia del dissequestro della villetta, il contenuto della pattumiera viene finalmente repertato.

A quel punto la storia del secchio è già compromessa.

Riassumiamo:

- il 13 agosto la pattumiera non viene repertata nè fotografata;

- il 3 ottobre compare il barattolino Estathé;

- ai consulenti della difesa è vietato controllare direttamente il contenuto;

- non esiste un verbale specifico di quell’ispezione e non esiste un inventario

- il 5 dicembre nuova foto della difesa Stasi: il barattolino non si vede più;

- la difesa denuncia alterazioni;

- la richiesta di repertamento viene negata;

- la richiesta di sequestro e sigillo viene ignorata;

- il contenuto su cui si è cercato in ogni modo di non attirare l’attenzione, viene acquisito solo il 16 aprile 2008;

- l’analisi biologica arriva solo nel 2025.

Questa non è una catena investigativa e di custodia attendibile.

È una catena di domande senza risposta.

Ma non è finita.

Il barattolino è diverso da quelli nel frigorifero.

Il barattolino Estathé della pattumiera appare diverso da quelli presenti nel frigorifero di casa Poggi.

Nel frigorifero c’erano barattolini con la grafica della sponsorizzazione Estathé del Giro d’Italia 2007, campagna chiusa a maggio. Accanto al codice a barre si vedeva il riquadro promozionale.

Il barattolino trovato nella pattumiera non ha quella grafica. Il lotto è L171FA‑32, risalente al 20 giugno 2007.

Quindi il barattolino raccolto dalla pattumiera non è coerente con quelli del frigorifero. Da dove viene quel barattolino? Perché è diverso? E perché compare solo il 3 ottobre?

La cronologia è molto suggestiva:

- 10 settembre 2007: ispezione della bicicletta di Alberto Stasi. Sui pedali si fanno accertamenti con luminol e test per il sangue; i risultati sono negativi.

- 11 settembre 2007: prelievo di materiale biologico dai due pedali, riunito in un unico campione chiamato bu_p.

- 14 settembre circa: prima quantificazione del campione. Il risultato è “inibito”, quindi non utile per l’analisi genetica.

- 19 settembre 2007: dopo purificazione, nuova quantificazione. Si rilevano 2,78 nanogrammi di DNA. Una corsa elettroforetica produce un profilo genetico attribuito a Chiara Poggi.

20 settembre 2007 – Sullo stesso campione vengono fatte due corse elettroforetiche aggiuntive. Entrambe risultano totalmente negative. Oggi risulta che questi esiti non sono stati comunicati né inseriti nel fascicolo.

24 settembre 2007 – Sulla base della relazione preliminare dei RIS, che mette in evidenza il risultato positivo del 19 settembre e ignora i risultati negativi del 20, Alberto Stasi viene fermato e condotto in carcere.

28 settembre 2007 – Stasi viene scarcerato. Non c’è la prova del sangue sui pedali della bicicletta di Stasi. Il quadro probatorio alla base del fermo subisce un colpo durissimo.

3 ottobre 2007 – Pochi giorni dopo la scarcerazione, durante il sopralluogo nella villetta, viene trovato un barattolino di Estathé nella pattumiera. Ai consulenti della difesa è impedito verificare direttamente il contenuto del secchio.

Questa sequenza temporale è esplosiva.

Quando il pilastro della bicicletta mostra crepe enormi, quando qualcuno decide cosa PM e parti del processo devono vedere o non vedere, entra in scena un nuovo oggetto potenzialmente utile a collocare Stasi nella casa di Chiara il giorno del delitto: un Estathé con cannuccia, dentro una pattumiera non repertata o documentata il giorno del delitto.

Un oggetto perfetto per costruire, domani, una scena domestica che preluda al delitto.

Questo è il punto centrale.

Una prova può nascere anche tardi, se la sua storia è pulita. Qui la storia non è pulita. Ogni passaggio essenziale è segnato da un’omissione, da un ritardo, da una comunicazione mancata, da una verbalizzazione assente, da una cristallizzazione mancata.

Allora la domanda non è più solo: di chi è il DNA sulla cannuccia?

La vera domanda è: perché c’è il DNA di Stasi su un reperto così straodinariamente travagliato che:

- è diverso da quelli analoghi nel frigorifero;

- non è stato repertato il giorno del delitto;

- è comparso documentato solo il 3 ottobre;

- non è stato sequestrato quando è apparso;

- non è stato sigillato quando la difesa lo ha chiesto;

- non compare più nelle foto del 5 dicembre;

- è stato collegato a un contenuto denunciato come alterato;

- è stato acquisito solo otto mesi dopo;

- è stato analizzato solo diciotto anni dopo.

Perché in quello stesso secchio sui vasetti di Fruttolo che Chiara non ha mangiato, c’è il suo DNA?

Sintetizzando: abbiamo il Dna della vittima sulla bicicletta sbagliata, il Dna di Stasi sul barattolino sbagliato, il Dna di Chiara sul fruttolo che non ha mangiato.

Il cuore dello scandalo è questo:

oggi, quali garanzie oggettive ci sono che il barattolino analizzato nel 2025 sia lo stesso che si trovava nella pattumiera il giorno del delitto? E il 3 ottobre? E il 16 aprile 2008?

Perché anche la data del repertamento tardivo delle immondizie ha qualche mistero da svelare.

Il 16 aprile 2008, una squadra viene mandata appositamente, telecamera al seguito, per repertare un reperto che per mesi era stato ignorato, lasciato aperto, alterato e tenuto fuori dai verbali ufficiali. Mentre filmano le operazini in cucina, uno dei carabinieri sussurra una frase che non doveva essere registrata: «C’è l’Estathé?».
Risposta affermativa. Come se stessero verificando che l’oggetto fosse ancora al suo posto. E perché mai non avrebbe dovuto esseci? E perché preoccuparsi dell’Estathé e non, per esempio, del fruttolo?
Il sussurro è la prova sonora dell’intenzione: cercavano proprio quel barattolino e del repertamento quello era il fattore importante.
E la telecamera, malauguratamente per loro, ha immortalato l’ammissione.

Tutto questo è un problema. Un enorme problema giudiziario.

Conclusione: spigeateci i DNA anomali e spiegate il secchio: non siamo davanti a una svolta, siamo davanti a uno dei più gravi cortocircuiti investigativi mai visti.

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Luigi Grimaldi

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Commenti

Un iscritto

Buonasera Grimaldi,
e complimenti per il suo lavoro e il suo impegno. Ormai, esce una nuova scoperta ogni giorno che passa e sempre in una direzione precisa, secondo un “orientamento” delle vecchie indagini sempre più evidente, su cui è evidentissima la giusta indagine della Procura di Pavia tesa a sondarne eventuali illeciti. Quando tutto sarà completo, allora sarà il tempo di indagare anche sul “perché”, sul “a favore di chi”, a “vantaggio di cosa”, visto che a sfavore e a svantaggio di chi risulta già di solare evidenza. Forse sarà il tempo in cui una luce ben più chiara si potrà gettare sul movente di questo delitto feroce e complesso. Buona serata.

6h
Un iscritto

Hanno a tt i costi INCASTRATO ALBERTO, l’esthate nn aveva il suo DNA ma di qualcun altro… o altra …
Idem per i barattolini che contenevano i latticini… La quale Chiara era intollerante ( se nn erro ) strano che nel suo stomaco nn cia traccia…
Grazie Dottor Grimaldi per il suo continuo lavoro, preciso , onesto.
Avanti tutta!!!

6h
Un iscritto

Un grande scoop visto ieri sera in diretta, comunque un appunto la foto in questione é della trasmissione Ore 11.
Grazie sempre Luigi per l’immane lavoro che stai facendo per la verità

7h
Un iscritto

L'ho notata subito anche io! E chissà quante altre foto non sono state inserite nel fascicolo delle indagini!

7h
Un iscritto

Bisognerebbe chiedere ad lla dottoressa Muscio il perché di questi fatti!!!, è perché ignoro'la richiesta della difesa di Stasi..... 😮😮😮😮😮

8h
Un iscritto

Irresistibile, immenso, ineguagliabile investigatore 🔥🫶🏻🥂

8h
Un iscritto

Complimenti Luigi!! Sempre immenso !!!

8h
Un iscritto

A voler pensare male: hanno preso il barattolo di Estathè "originale" hanno testato in DNA ma era di QUALCUNO che "per qualche motivo" non si poteva né doveva accusare?
Quindi poi mesi dopo compare UN ALTRO Estathè questa volta col DNA di STASI, che i RIS di Parma hanno già cercato più volte d'incastrare...

8h
Un iscritto

Buonasera a tutti,
se la difesa di Stasi, non aveva mai visto il contenuto e non era mai venuta in possesso della lista stilata dai ris, a dicembre come faceva a sapere che l’estathe mancava?
Sono felice che adesso inizino anche con Bossetti. Anche qui, gli hanno fatto morire il papà e la mamma.
Spero che in entrambi i casi si scoprano I MANDANTI.

9h
Un iscritto

E intanto oggi la Corte d'Assise di Bergamo ha rigettato la richiesta presentata dai legali di Massimo Bossetti, di eseguire nuove analisi sui reperti dell'omicidio di Yara Gambirasio. I legali dei genitori: 'Faremo il possibile per evitare un Garlasco 2'. Ormai siamo all'eponimo.

9h
Un iscritto

Questa sequenza temporale perfetta potrebbe aiutare la procura, spero la prendano in considerazione, complimenti Luigi Grimaldi come sempre 👏👏

10h
Un iscritto

Grande Luigi come sempre!! Grazie dell tuo lavoro certosino. 🌹🌹🌹🌹🌹💪🏼

10h
Un iscritto

Che vergogna. Disgusto totale

10h
Un iscritto

Dopo aver anche sentito che ci sono chiare prove che l’eluito dell’impronta 33 e’ stato distrutto prima della fine delle indagini nel 2016 credevo che per oggi con Garlasco fossimo a posto… e invece voila’, Luigi tira fuori l’ennesimo coniglio dal cappello… o forse dovremmo dire Estathe’ dal sacco della spazzatura… non gli scappa niente ! Ma dopo il suo merito, viene l’indignazione generalizzata per l’abnormità di tutto questo baraccone sgangherato e marcio…

11h
Un iscritto

La mancanza dell estathe a dicembre potrebbe dimostrare un momento di incertezza,... Mentre ad aprile esthate diventa un possibile elemento, per una certa narrativa accusatoria..!! Fin quando alberto non ha un alibi... Nel momento in cui alibi viene trovato.. Si sposta la finestra del delitto si anticipa.. 9.12 9.35...ma è troppo breve per contenere una ipotetica colazione con l'assassino... Quindi.. Tutto rimane in oblio... Fino al 2025.

11h
Un iscritto

Spero che la Procura abbia avuto il tuo stesso fiuto. Sei immenso Luigi

11h
Un iscritto

Ciao luigi, sono Fabio don, Alberto riferisce che nel cronologico della fotocamera dei CC, mancano alcune foto, che abbiano fotografato il contenuto del cestino il 13 agosto? Dove il barattolo esthate non c'è mai stato!!... Rimuovendo la foto si rimuove la prova della sua assenza... Dopo di che si può fare quello che si vuole, soprattutto dopo il 28 settembre.!!.. Ciao

11h
Un iscritto

DNA aggiunti sull'estatè e sul fruttolo. Non potevano sapere che Chiara fosse allergica ai latticini e qui casca l'asino del RIS.

11h
Un iscritto

E poi qualche settimana fa abbiamo sentito il "neutralissimo" dottor Portera, affermare che, se il DNA sul vasetto fosse stato applicato qualche mese dopo, rispetto agli altri reperti, sarebbe stata evidente una differente degradazione. Tralasciando del tutto il fatto che, queste analisi, siano state fatte ben diciotto anni dopo. Ma di cosa stiamo parlando?

11h
Un iscritto

❤️

11h
Un iscritto

Bravissimo e sopraffino Dottor Grimaldi, oltre questo stanno venendo fuori email di Garofano che fanno saltare sulla sedia, per non parlare dei reperti distrutti senza alcuna autorizzazione…. diciamo che la neve finalmente comincia a sciogliersi…..

12h
Un iscritto

Giustizia!!! Grazie grazie per l' immenso lavoro.

12h
Un iscritto

Ma come fanno a guardarsi allo specchio!!!!!!!!!!!!!!!

12h
Un iscritto

Sintetizzando: abbiamo il Dna della vittima sulla bicicletta sbagliata, il Dna di Stasi sul barattolino sbagliato, il Dna di Chiara sul fruttolo che non ha mangiato.
Allora voglio sapere come hanno fatto quei DNA ad andare con le proprie gambe dove non avrebbero dovuto essere

12h
Un iscritto

Spero che paghino TUTTI!!!!!!!!!!!!!!!!!😡🤬

12h
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