Garlasco e Gianca Net: numeri, tempi e coerenza
I conti non tornano, peccato. Di Luigi Grimaldi
Mi scuso con i lettori. Non avrei voluto dedicare tempo e spazio a questa verifica, ma dopo essere stato pubblicamente offeso (qui da 46 a 36), attaccato, criticato e liquidato con dati che non tornano, sono obbligato rispondere altrettanto pubblicamente.
È una questione di correttezza metodo, di trasparenza e, soprattutto, di coerenza nel quadro della trattazione di un caso molto delicato e mediatico come il delitto di Garlasco. Il tema è l’uso e l’abuso di YouTube in un contesto che coinvolge milioni di persone.
Negli ultimi mesi, attorno ai creator che parlano del caso Garlasco, è nata una polemica sempre più aspra, spesso violenta nei toni, che ha coinvolto tante persone: creator, spettatori, commentatori abituali, sostenitori di una o dell’altra posizione utenti dei social.
Non è un contesto marginale. C’è un caso nel caso che si inserisce proprio in quei giorni di scontro acceso, quando la polemica era al culmine e coinvolgeva direttamente sia i creator sia le loro comunità di spettatori. Il tema, apparentemente, riguarda la credibilità e i numeri di un canale molto esposto sul tema Garlasco. Dati che quindi, non vanno letti nel vuoto, ma dentro una fase di forte esposizione pubblica, di contrapposizione e di pressione reputazionale che si inserisce in momento molto delicato della vicenda del delitto di Chiara Poggi.
In questo clima, alcuni commentatori si trasformano da narratori in protagonisti. Il creatore del canale Gianca Net si è più volte posto come censore morale di iniziative altrui, accusando altri di “sciacallaggio” o di commercializzazione della tragedia e di altro, facendo del dileggio e del dissing (disprezzo) la caratteristica identificante del proprio format.
Il tema scatenante, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, è il cosiddetto Panettone‑gate: lo yuoutuber Sergio Spinnato ha fatto produrre un panettone artigianale in edizione limitata e ne ha inviati alcuni in omaggio, previo consenso, all’avvocato Giada Bocellari, ad Alberto Stasi e alla madre di quest’ultimo. Gianca e altri hanno presentato quel gesto non come un atto di vicinanza e sostegno morale ma come un’iniziativa commerciale mascherata da solidarietà invocando addirittura l’intervento di AGICOM per sanzionare la cosa. Spinnato ha replicato spiegando che si trattava di un semplice omaggio simbolico e autorizzato: tre panettoni su un “affare” di addirittura 150 panettoni. Nenache Spinnato fosse stato la Ferragni e il pasticcere artigiano siciliano la Bauli.
Ma il punto non è stabilire chi abbia ragione sul panettone.
Il punto è un altro: queste campagne moralizzatrici, ce ne sono state altre, molte, con altri temi insistiti, sono sempre mirate in una unica direzione. Colpiscono solo i creator che sembrano, o vorrebbero, difendere l’innocenza di Alberto Stasi nelle proprie community, mentre mai si scagliano con la stessa durezza contro chi è sul lato opposto, anche se usa toni aggressivi, offensivi, dileggianti, insinuanti o argomenti discutibili.
Quando si fa notare questa asimmetria, la risposta quasi non tocca il merito. Spesso arriva solo il dileggio.
È qui che diventa legittimo guardare con attenzione anche i numeri di chi si propone arbitro morale. Un arbitrato che non è semplice opinione, ma diventa attacco personale, non dissenso sui contenuti tema per tema, fatto per fatto, ma la creazione di contenuti con scopi distruttivi. Chi si presenta come giudice della correttezza degli altri dovrebbe essere il primo a mostrare trasparenza, non a chiedere trasparenza solo agli altri. Qui siamo arrivati al punto.
Il giallo dei dati
Secondo Social Blade, il sito indipendente che segue ogni giorno l’andamento dei canali YouTube, nei giorni subito prima del 22 ottobre il canale Gianca Net non mostrava una crescita significativa. Anzi, proprio nei giorni della polemica più accesa, il saldo degli iscritti era negativo: si contava una perdita netta di circa 400 iscritti in pochi giorni.
Questo calo non è avvenuto per caso, ma nel bel mezzo dello scontro descritto all’inizio: una polemica violenta, molto partecipata, che aveva coinvolto creator, spettatori e comunità opposte. In pratica, mentre il conflitto pubblico aumentava, il canale non ne traeva beneficio in termini di iscritti; al contrario, ne perdeva.
Questo dato è importante perché mostra il quadro di partenza: non un canale in forte espansione, ma un canale che nei giorni precedenti stava perdendo iscritti.
Poi, improvvisamente, succede qualcosa.
Il picco del 22 ottobre e la decurtazione del 24 ottobre
Dai dati pubblici emerge questa sequenza:
- 22 ottobre: il contatore degli iscritti di Gianca Net registra un aumento improvviso di circa +1 300 iscritti.
- 24 ottobre: il contatore scende di 1 300 iscritti.
Prima sono arrivati 1.300 iscritti, poi ne sono usciti esattamente 1.300.
Quel +1.300 non è stato mostrato solo come un dato statistico. È stato raccontato, nel bel mezzo della polemica, come un successo di reputazione: una specie di riscatto pubblico, una prova di forza, quasi una rivincita della “ragione” sul “torto” decretato dall’unico giudice di chi si presenta come divulgatore: il pubblico.
Per questo il dato pesa di più. Non era solo un aumento di iscritti: era carico di significato simbolico. Dimostrava pubblicamente che la linea del canale, dileggio insistito e selettivo, stava ottenendo consenso, che la comunità rispondeva, che la polemica si trasformava in vittoria.
Questa coincidenza numerica non è affatto un dettaglio marginale. È il cuore della questione.
Uno schema simile (± 1.300 in sequenza) può essere spiegato da una verifica automatica della piattaforma, nota come purge: un intervento con cui YouTube rimuove iscrizioni ritenute anomale, inattive, non valide o non conformi ai propri sistemi. Insomma al di fuori delle regole della piattaforma.
Dai dati pubblici non si può dire con certezza se quei 1.300 iscritti fossero bot, iscritti acquistati o account falsi. Però il dato resta evidente: un canale in calo registra all’improvviso un +1.300 e, due giorni dopo, perde esattamente la stessa cifra.
La chat con l’assistenza YouTube
Il 22 ottobre, durante una diretta, il creatore del canale annuncia di aver raggiunto i 50.000 iscritti e mostra una conversazione con l’assistenza di YouTube. Nella chat, un tecnico fornisce alcuni numeri sulla crescita del canale:
- Agosto: circa +1.300 / +1.393 iscritti;
- Settembre: circa +850 / +856 iscritti;
- Ottobre, fino a quel momento: +921 iscritti.
Il tecnico aggiunge che la crescita sembra normale e regolare.
Questa chat viene infatti usata come prova di regolarità: “ho chiesto a YouTube una verifica, mi hanno detto che è tutto regolare”.
Il problema è che nella schermata della “rassicurazione” mostrata non compare la data completa della conversazione. Si vedono solo gli orari, più o meno tra le 15:30 e le 15:38, ma manca il giorno esatto in cui la chat è avvenuta. Anche se ho chiesto esplicitamente, sia il 25 che il 26 ottobre, la data sul documento originale non è stata resa visibile.
Se quella chat serve come prova della regolarità della crescita, senza data, in una vicenda dove tutto ruota attorno alla sequenza temporale, non è una prova completa. È una prova incompleta.
Una difesa preventiva?
Il punto più delicato non è solo il +1.300 del 22 ottobre seguito dal -1.300 del 24 ottobre. Il punto è che, tra questi due momenti, viene mostrata una chat con l’assistenza YouTube come prova del fatto che tutto fosse regolare. Questo avviene mentre il +1.300 è già presentato pubblicamente come un successo, come una risposta della comunità, come una conferma reputazionale nel mezzo dello scontro.
Quella chat, però, viene esibita prima della decurtazione, del taglio di iscritti imposto da YouTube. Questo passaggio è decisivo. Riletto alla luce di ciò che succede due giorni dopo, sembra una difesa preventiva: un alibi costruito prima ancora che l’anomalia fosse ufficialmente ridimensionata dalla piattaforma.
La chat viene mostrata come prova che YouTube non avrebbe riscontrato alcuna irregolarità, ma questa “prova di regolarità” appare quando la decurtazione non è ancora avvenuta.
In altre parole, è una certificazione di regolarità presentata prima dell’intervento con cui YouTube, due giorni dopo, rimuove esattamente quei 1.300 iscritti. Quindi o quando avviene la verifica documentata la decurtazione di 1.300 iscritti non c’era ancora stata.
È proprio questa tempistica a rendere la vicenda problematica.
Non possiamo leggere nella mente di nessuno, né dire con certezza che il creatore sapesse già che YouTube avrebbe cancellato quegli 1.300 iscritti. Però la cronologia fa nascere una domanda chiara: quella chat era davvero solo un gesto di trasparenza, oppure serviva anche a coprire una possibile prevedibile verifica da parte della piattaforma?
Il 22 ottobre succede anche qualcosa di diverso:
entrano 60.862 persone;
si iscrivono 1.300 persone.
Vuol dire che circa:
1 persona ogni 47 si iscrive.
Quindi con molte meno visualizzazioni arrivano quasi tanti iscritti quanti ne arrivavano nelle settimane fortissime.
Perché è strano? I maggiori picchi di visualizzazioni nel canale nel 2026 arrivano nella ettimana del 20 aprile entrano 316.322 persone; si iscrivono 1.800 persone. 176 persone per fare 1 iscritto; oppure nella settimana del 11 maggio, secondo picco annuale, entrano 510.913 persone, si iscrivono 1.900 persone e servono 269 persone per fare 1 iscritto.
Ma il 22 ottobre bastano solo:
47 persone per fare 1 iscritto.
È un cambiamento enorme.
La domanda è legittima perché riguarda un creator esperto, non un principiante. Chi usa YouTube conosce bene che la piattaforma può intervenire in seguito per eliminare iscrizioni anomale, inattive o non valide. Davanti a un anomalo picco improvviso, un creator esperto può sapere – o almeno aspettarsi ragionevolmente – che una verifica successiva sia possibile.
Per questo mostrare una chat rassicurante, prima della decurtazione, e poi non mostrare la data, nonostante le richieste, non chiude il caso. Anzi lo complica perché quando una giustificazione arriva prima ancora che il problema esploda pubblicamente, il sospetto di una “excusatio non petita” non è una forzatura. È una domanda logica.
Il nodo della trasparenza
A questo punto il tema non è più solo capire la natura di quegli 1.300 iscritti. Il tema è la trasparenza.
Qui abbiamo:
- un canale che, proprio nei giorni della polemica più accesa, mostrava un calo;
- un aumento improvviso di 1.300 iscritti in un solo giorno ( a fronte di dichiarati incrementi, meda nei due mesi precedendi - agosto e settembre - di 1.256 iscritti nell’intero mese) ;
- quel picco presentato come successo reputazionale e prova di forza;
- il festeggiamento immediato dei 50.000 iscritti;
- una chat con YouTube mostrata come prova di regolarità;
- l’assenza della data nella chat;
- la mancata pubblicazione della data nonostante richieste esplicite;
- una perdita esatta di 1.300 iscritti due giorni dopo.
Sono troppi elementi per considerarli semplici coincidenze. Nessuno pretende di accedere ai sistemi interni di YouTube, ma proprio per questo chi usa una chat privata con l’assistenza tecnica della piattaforma come prova pubblica dovrebbe mostrarla integralmente, almeno negli elementi essenziali. In questo caso, l’elemento essenziale è la data.
Senza quella data certificata, senza una spiegazione convincente dell’alibi preventivo, la chat mostrata non risolve il problema. La chat diventa parte del problema.
Conclusione: la coerenza che manca
Si può parlare a lungo dei 1.300 iscritti. Senza dati interni, nessuna ipotesi può essere considerata una certezza assoluta.
Ma i fatti rimangono gli stessi: durante una polemica violenta, un canale perde circa 400 iscritti; subito dopo il canale registra un picco improvviso di 1.300 iscritti, presentato come successo reputazionale e come prova di forza; lo stesso giorno il canale festeggia i 50.000 iscritti; il canale mostra una chat rassicurante con YouTube, senza indicare la data; due giorni dopo YouTube rimuove esattamente 1.300 iscritti.
A questo punto non è sbagliato chiedersi: quella chat era davvero una prova di trasparenza o era una difesa anticipata contro una possibile decurtazione?
Non è un’accusa gratuita. È una domanda che nasce dalla cronologia.
È una domanda ancora più pesante perché riguarda chi, nel frattempo, pretende di fare la morale agli altri. Moralizzare gli altri con toni da crociata e poi, davanti a una propria anomalia numerica, presentare come prova una chat incompleta, priva della data decisiva, non è coerenza. È doppio standard.
Se si chiede rigore agli altri, bisogna accettare lo stesso rigore su sé stessi.
Se si pretende trasparenza dagli altri, bisogna essere trasparenti per primi.
Se si usa YouTube come garante della propria correttezza, allora bisogna mostrare fino in fondo ciò che si invoca a difesa.
Altrimenti non si sta facendo chiarezza. Si sta costruendo una narrazione.
I numeri, alla fine, hanno un difetto: restano lì, anche quando la narrazione cerca di spostarli.
Commenti
Salve, terribile il canale di cui parli. Già dalla live con Marina Baldi, credo la prima dopo che aveva assunto il ruolo di consulente di Sempio, non mi era piaciuto. Oggi credo sia peggio di Quarto Grado, loro almeno schierati da sempre e per quanto la cosa possa sembrare assurda per l’illogicità della posizione, si sa che è quella. Gianca è peggio. Se lo dice da solo: è pressappoco
E bravo Luigi 👏👏👏👏era ora che qualcuno facesse chiarezza perché su questa piattaforma ultimamente sta succedendo di tutto, purtroppo chi lavora seriamente spesso viene penalizzato dai proclama di chi, forte di una dialettica ben studiata, riesce a manipolare l'opinione di tanti utenti che ignari seguono per simpatia o convinzione a discapito di coloro che con numeri inferiori meriterebbero tanto di più per l'onestà intellettuale e lavorativa, grazie per l'analisi precisa e puntuale che ci hai fatto. con grande stima ti auguro una buona giornata
Buongiorno sig Grimaldi
Ribadisco che la live di domenica è stata veramente spiacevole.
Un attacco verso di lei mirato . Fin da subito , si è capito che qualcosa non andava...... ma ,mai ,mi sarei aspettata una cosa così violenta e insensata. Mi creda , sto facendo fatica io stessa a rimuoverla.
Mi scuso io , al posto di chi se ne va'......
Questa vicenda mi ricorda un po' Garlasco: il giorno prima due dosaggi identici di DNA uno sul cucchiaino, l'altro sul pedale di una bici e, il giorno dopo, non c'è più. Altro esempio uno scontrino prodotto come prova privo, però, di data e di targa. Garlasco insegna! A parte la battuta, diffido sempre dei moralizzatori perché predicano bene e razzolano male
Credo che mi disiscrivero' . Non lo stavo piu' seguendo.
Non mi piacciono i moralizzatori, soprattutto quelli sponsorizzati che giudicano le altrui iniziative. Queste critiche continue mi snervano e distolgono l'attenzione dal caso.
Complimenti per il lavoro svolto, Luigi.
Dopo le insinuazioni contro Spinnato e le simpatiche critiche verso alcuni youtuber mi sono cancellata da Giancanet ma già prima non lo trovavo una persona molto informata e proprio tera tera
Nei primi tempi in cui seguivo il caso Garlasco ero iscritta al canale GiancaNet e mi è da subito sembrato un personaggio alla ricerca dello scoop a qualsiasi costo. Copiava spesso servizi di altri dichiarandoli suoi. Mi sono cancellata dopo poco. E da allora non ho più ascoltato i suoi SCOOP. Riguardo al panettone paragonare Sergio Spinnato a Chiara Ferragni mi sembra un notevole azzardo degno della giusta replica che ha spiegato lei Dottor Grimaldi.
A me interessano i contenuti relativi ai casi che seguo. E desidero contenuti attendibili, verificati e di qualità. Tutto il resto è noia
Grande Luigi! Nonostante non sia iscritta al canale questo chiarimento è doc! Non è nel mio codice personale screditare il lavoro né le iniziative altrui per accreditare un compenso personale che, a quanto pare, è screditato dai numeri che solo tu potevi fornire 🌸
Io ho tolto l'iscrizione ovunque già da un po' prima della bufala panettone gate
Non amo gli ipocriti, mi piacciono le persone trasparenti come te.
Fantastico Luigi Grimaldi lotto nel mio piccolo con te e con chiunque cerca verità e trasparenza.
Concordo su tutto, a quel canale mi ero iscritta poi appena mi sono accorta che era molto in contrasto con il mio modo di vivere mi sono disiscritta,si sta un attimo,clic e via...Giancanet crede di essere invincibile? Se gli utenti non si disiscrivono da soli,ci pensa YouTube
Idem, mi sono bastati 20 minuti per inquadrarlo.
Grazie per questo chiarimento. Ho seguito 2 o 3 video poi ho capito subito più dai non detti che Gianca non era nel mio registro.
bah, Se fosse vero ciò che affermi, con questo articolo fai pari e patta.
• Quadro d'insieme: pari e patta (la descrizione resta parziale e a senso unico).
• Approccio: pari e patta (si critica il giustizialismo, ma ci si erge a giustizieri con gli stessi toni).
• Risultato dell'analisi: pari e patta.
Disiscritta pure io. Mai piaciuto, neanche prima che * esplodesse* il Panettone‑gate.
Bravo Luigi. Mai iscritta al canale perché a volte vedevo storture. A questo punto non mi sbagliavo. Anche sapevo che lui fosse uno di quelli a montare su il caso del Panettone. Ho trovato l'iniziativa di Spinnato fatta davvero col cuore quindi la polemica l'ho trovata senza senso.
Io mi sono disiscritto qualche dissing fa…
Disiscritta anch'io. L'ho seguito per pochissimi giorni e ho subito capito che personaggio becero fosse.
Grazie per questa spiegazione dott. Grimaldi. Con il rigore metodologico e la correttezza informativa che ti contraddistingue.
Spero che questo articolo abbia il giusto seguito perché lo merita.
Io lo dissi l'anno scorso, in tempi non sospetti, chi era il tizio in questione. Avevo ragione.
Pienamente d'accordo
Non andare al chiarimento, abbiamo capito cos'è successo.