Una consulenza inutile e mediatica
La “nuova” camminata di Stasi che non sposta di un millimetro la realtà del caso Garlasco - di Luigi Grimaldi
L’obiettivo è chiaro: dimostrare che sarebbe stato impossibile per lui uscire con le scarpe pulite dopo aver scoperto il corpo, ergo avrebbe mentito, ergo conosceva già la scena perché l’aveva creata come assassino. Tesi aggressiva, ma che si schianta contro i fatti emersi dalle indagini della Procura di Pavia.
A cosa serve davvero?
Serve a tenere alta l’attenzione mediatica su un fronte che, sul piano probatorio, appare sempre più in difficoltà. La perizia, curata dal perito informatico Fabio Falleti, si concentra su spazi ristretti (34 cm di corridoio, pozza di sangue sul gradino, porta a soffietto) per concludere che Stasi non poteva evitare il sangue. Un esercizio che però arriva dopo che gli accertamenti della Procura hanno ridefinito i pilastri dell’intera vicenda.
I due ostacoli insormontabili a monte
Qualunque analisi sulla camminata resta un puro esercizio accademico se non si superano prima questi due elementi centrali emersi dalle nuove indagini:
1. L’orario della morte.
Secondo la consulenza della Prof.ssa Cristina Cattaneo, confrontando i vari metodi (Henssge con fattori di correzione, rigor, livor mortis), la maggior parte dei parametri colloca il decesso tra le 10 e le 12, con centratura tra le 11:00 e le 11:30 (coerente con le valutazioni del Dott. Ballardini). Solo l’algor mortis spinge prima delle 9. Sul piano scientifico rigoroso, si deve ancorare al range più ampio supportato dai dati statistici.
Questo range va integrato con i dati circostanziali:
disattivazione dell’allarme alle 9:12
apertura immediata delle finestre in cucina e colazione successiva (contenuto gastrico compatibile con un intervallo di 30 minuti-2/3 ore dall’ingestione).
Chiara non può aver fatto colazione prima delle 9:12, quindi la morte non può collocarsi prima delle 9:45 circa e non oltre le 11:15-12:15 circa. Una finestra che le nuove indagini della Procura di Pavia ritengono incompatibile con la presenza di Stasi sulla scena del crimine, alla luce del suo alibi informatico consolidato dalle 9:35 in poi a casa propria.
2. Il meccanismo lavandino-portasapone è definitivamente crollato.
La condanna aveva puntato molto sulle impronte di Stasi sul dispenser, interpretate come prova che l’assassino si era lavato le mani insanguinate e poi aveva ripulito accuratamente il lavabo con una “presa cauta”. I nuovi accertamenti (RIS e consulenti della Procura) smontano questa ricostruzione: lavabo e dispenser non furono lavati dall’assassino. Impronte papillari sovrapposte non cancellate, DNA di Chiara e della madre presenti, capelli nel lavandino. L’elemento chiave che collocava Stasi come autore dopo il delitto non regge più.
Senza superare questi due passaggi preliminari — orario incompatibile e lavandino non ripulito — parlare di scarpe pulite o sporche è irrilevante.
È come discutere la traiettoria di un proiettile quando si è già accertato che l’arma era scarica e a chilometri di distanza.
Elemento ulteriore di debolezza: il consulente della parte offesa è Fabio Falleti*, perito informatico, non un criminologo specializzato in Bloodstain Pattern Analysis o ricostruzione di scene.
Un’operazione di riciclo più che di innovazione scientifica.
Perché insistere oggi? Mentre la Procura di Pavia chiude indagini su Andrea Sempio e ridefinisce la dinamica con elementi nuovi (impronte, movente, tempistiche), questa iniziativa appare come un tentativo di contro-narrativa mediatica. Legittimo da parte della parte civile, ma scientificamente e processualmente incosistente: una consulenza tardiva, settoriale, su un aspetto secondario, che non aggredisce i nodi centrali emersi dalle indagini ufficiali.
Il caso Garlasco ha bisogno di verità giudiziaria fondata su dati robusti, non di sovrapposizioni digitali su una scena del crimine ormai riletta sotto una luce diversa. Le scarpe di Stasi, pulite o sporche che fossero, non cambiano il fatto che i pilastri dell’accusa storica stanno cedendo uno dopo l’altro. È tempo di fatti, non di camminate virtuali.
Commenti
Un'altra perizia da non presentare perché totalmente insonsistente. Stavolta redatta da un consulente merchandiser
Sempre sul pezzo! Grazie👍
E inoltre aggiungerei, oltre quanto scritto, Stasi è stato già condannato e sta finendo di scontare la pena...
Forse qualcuno ignora il fatto che non si può essere condannati due volte e scontare la stessa pena due volte... Certo, a qualcuno piacerebbe....
🤗🤗🤗🤗🤗🤗quando non ci si fa prendere per i fondelli!!!!
...nelle immagini che ha mostrato Falleti per avvalorare la tesi si vededono le tracce a V! ...peccato ha omesso di evidenziarle ...
Meno male che Grimaldi c'è 😄👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏💯
Non si può credere che la parte civile insista con indagini sulla camminata di Stasi 😳 meno che meno affidandosi a coach esperti di lusso, moda e design 🙈🙈🙈
Se la famiglia Poggi ha deciso di investire soldi in consulenze e in avvocati per mettere al riparo qualcuno a loro caro facciano pure. La verità va oltre le loro CONSULENZE. La Procura, che ha già un quadro della situazione, metterà tutto sul piatto a tempo debito, adesso sta ancora cuocendo a fuoco lento.... e lo sfrigolio si sente anche da lontano.
A me pare che dalla riapertura del caso nel 2025 gli elementi portati a difesa di Sempio ci costringano a confrontarci e ragionare sul ridicolo, il che è aberrante… non so come facciano gli esperti ( Luigi compreso), gli inquirenti i periti seri ad avere tanta pazienza…
Continuano ad arrampicarsi sugli specchi senza realizzare che grazie agli you tuber questo caso ha sviscerato centinaia di errori e che nessuna persona intellettualmente onesta può credere alla condanna di Stasi. Napoleone è stato eroico, a quanto pare ha messo le mani in un verminaio
Andrea Sempio in un suo soliloquio dice che quando lui è arrivato il sangue c’era e che quindi Stasi, quasi certamente, ha fatto tutto il possibile per evitare il sangue. La consulenza, insomma, la spiega bene l’anzidetto soggetto.
Chi di noi per tutti i marciapiedi sporchi, che percorrono le vie delle nostre città, non sta attentissimo a non calpestare la qualsiasi cosa che viene buttata, espulsa o peggio sputata da chi li attraversa?
Cavolo ho appena pubblicato il mio commento, abbiamo scritto quasi la stessa cosa, il concetto è quello. Che cavolo stanno combinando, una scalata con le unghie che gli rimangono sugli soecchi
Buongiorno Luigi, nella mia immensa ignoranza stavo pensando ...ma se lo stesso Sempio in un soliloquio dice che c'era tanto sangue ma lui inconsapevolmente lo ha evitato... Ma mi chiedo ma quante teste dovrebbero saltate, ma quanta paura ,forse, sta gente dovrebbe avere! I più grossi grassi stanno sparendo... Rimangono quei piccoli consulenti, che stanno pure diventando cattivelli, a rischiare e con la schiena piena di peso. E gli avvocati tutti, di tutte le parti....a mio pare, almeno alcuni, erano tutti d'accordo..?!