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Ustica: Una nuova archiviazione? L’udienza del 30 settembre 2026

di Maria Conversano per Grimaldipress

Ustica: Una nuova archiviazione?
L’udienza del 30 settembre 2026
Ustica: Una nuova archiviazione?
L’udienza del 30 settembre 2026 Luigi Grimaldi

Il 30 settembre 2026 si terrà l’udienza per la richiesta di archiviazione, presentata dalla procura della repubblica di Roma, per l’ultima indagine sulla strage di Ustica.

Iniziata nel 2008, quest’ultima fase dell’inchiesta non ha prodotto i risultati sperati. , la notte delle stelle cadenti si tinge di memoria, poesia e impegno civile.

A Bologna, domenica 10 agosto nel cuore del Parco della Zucca, si terrà l'evento conclusivo della rassegna "La memoria non si archivia", nata per commemorare il 46° anniversario della strage di Ustica. Il titolo di quest'anno è un grido di fermezza: una risposta netta dei familiari delle vittime contro l'ipotesi di chiusura delle indagini, per ribadire che la ricerca della verità non può essere fermata.

https://www.stragediustica.info/eventi-2026.html

Cosa è successo nei cieli di Ustica

Prima di andare al dettaglio delle ultime fasi, ricordiamo cosa è successo, nei cieli italiani, sopra l’isola di Ustica, 46 anni fa, il 27 giugno 1980. Alle 20,59 un aereo, un DC9 della compagnia aerea privata Itavia, scompare dagli schermi radar del centro di controllo di Roma-Ciampino.

By Lewis Grant - Flickr, CC BY-SA 3.0,

Si tratta di un aereo di linea dal nominativo radio India Hotel 870 che percorreva la rotta Bologna Palermo. Il DC9 era sull’aerovia Ambra 13 e stava volando ad un’altitudine di circa 7500 metri. A 70 miglia nautiche dall’aeroporto di Palermo Punta Raisi, del volo si perdono le tracce. L’ultimo contatto avviene su un punto denominato Condor, sul mar Tirreno, fra le isole di Ponza e Ustica. Proprio lì, in quel punto, cessano le vite di 81 persone, civili, assolutamente lontane da ogni coinvolgimento personale o collettivo con quello che si scoprirà, col tempo, è loro accaduto.

Le vittime

Sono 77 passeggeri, dei quali 13 bambini, uno dei quali al disotto dell’anno di età, e quattro membri dell’equipaggio. Il comandante si chiamava Domenico Gatti, ed aveva 44 anni. Il primo ufficiale era Enzo Fontana e, di anni, ne aveva 32. Poi c’erano l’assistente di volo Paolo Morici, di 39 anni, ed una ragazza appena assunta col ruolo di apprendista. Si chiamava Rosa De Dominicis ed aveva 21 anni. In totale le vittime sono 81. Nessun sopravvissuto.

Il volo e gli ultimi contatti

Il volo Itavia era decollato con due ore di ritardo, a causa del maltempo, di un temporale che si era scatenato su Bologna. Alla fine, il tempo si era aggiustato ed il DC9 aveva lasciato l’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna alle 20.08. Tre minuti prima della scomparsa i piloti comunicano col centro di controllo di Ciampino. L’atterraggio allo scalo siciliano di Punta Raisi era stimato per le 21.13. Il comandante Gatti e il suo vice Fontana non segnaleranno nulla di anomalo. La discesa verso Palermo era stata appena annunciata ai controllori di Ciampino.

L’unica cosa che mancava era la conferma dell’inizio delle procedure per l’atterraggio.All’altezza dell’isola di Ponza il comandante parla per l’ultima volta ai passeggeri rassicurandoli e ragguagliandoli circa le condizioni climatiche della città di Palermo dove stavano per atterrare.Poi null’altro. Nella scatola nera verranno ritrovate solo le ultime tre lettere di un abbozzo di parola del comandante al suo vice, un “Gua…”, come guarda. Poi null’altro.

Dalle 21.04 per nove lunghissimi minuti, il centro di controllo di Ciampino cerca di contattare il DC9, ma niente, nessuna risposta. Il volo India Hotel 870 è scomparso. Non c’è stata nessuna richiesta di soccorso, nessun problema segnalato. Solo il lungo silenzio interrotto dalle numerose chiamate del centro di controllo di Ciampino.

Le ore successive alla scomparsa

Nelle ore immediatamente successive alla scomparsa del velivolo prevalgono la confusione e l’incertezza. Per diverso tempo si pensa a un problema nelle comunicazioni. Comincia un’intensa attività di tentativi di comunicare con l’aereo, anche da parte degli altri velivoli nelle prossimità di quello scomparso. Alle 22.24 parte, da Ciampino, una serie di telefonate agitate. Alcune di esse sono dirette all’ambasciata degli Stati Uniti ed al comando militare relativo.

Atti dell’Ufficio operazioni del Comando gen. dei Carabinieri. Segnalazione incidente di Ustica

Anomalie prima della scomparsa

Qualcosa di anomalo era accaduto anche prima che il DC9 scomparisse ai radar. I piloti del DC9 si accorgono che, dopo Firenze, tutti i radiofari sembrano spenti. Volano in direzione del lago di Bolsena ma, ad un certo punto, viene loro segnalato che si stanno dirigendo verso Grosseto. Sono le 20 e 26 quando il DC-9 sorvola l’Appennino Tosco Emiliano. Il controllore di Ciampino comunica al DC-9 però di aver notato uno spostamento verso ovest e un successivo riallineamento della rotta. 8-7-0. Poi arriva l’ok. Tutto è rientrato. Il centro di Grosseto comunica al DC9 che tutto, ora, è allineato. Ma il comandante gli risponde. “Noi non ci siamo mossi”. Chi si è mosso lungo la scia del DC-9 tanto da farsi notare dal radar di Ciampino? C’era un aereo fantasma? Dopo la scomparsa del DC9 partono una serie di chiamate verso soggetti statunitensi, una delle quali è l’ambasciata.

Sospetti militari e le ricerche

Secondo la prassi la priorità sarebbe raggiungere l’ultima posizione nota del DC-9 sul radar e tentare di avvistare il relitto, ma soprattutto trarre in salvo eventuali superstiti. Invece, ai vertici dell’aeronautica militare, che all’epoca gestiva anche il traffico aereo civile, c’è già qualcuno che dietro la scomparsa del DC-9 vede le tracce di un’azione militare. Al momento del disastro su Lamezia Terme volava un turboelica da ricerca americano. Ma gli Stati Uniti hanno sempre taciuto e negato tutto. Qualche minuto prima, alle 22 e 23, il tenente colonnello Guido Guidi, attualmente al comando del settore meteorologico dell’aeronautica militare, allora comandante dell’area control center di Ciampino, al telefono con il colonnello Nicola De Falco, riferisce di un’esercitazione. Ci sono diversi aerei, in volo, quella notte. Seguono altre comunicazioni tra Ciampino e i siti radar del sud Italia, in particolare verso Marsala, il centro radar che ha la copertura migliore sul tratto di cielo percorso dal DC-9 verso Palermo, ma a Marsala dicono di non aver visto nulla. In seguito si scoprirà che, sul centro di Marsala e su quello che aveva fatto quella notte, aveva indagato il giudice Paolo Borsellino.

Alle 22.25, durante una comunicazione tra il soccorso di Martina Franca e lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, si arriva perfino a mettere in dubbio che il DC-9 sia caduto. Ad un certo punto aprono i telegiornali con la notizia che un volo dell’Itavia IH870, decollato da Bologna alle 20.02, e diretto a Palermo, è stato dichiarato ufficialmente disperso. I familiari dei passeggeri raggiungono gli aeroporti di Bologna e Palermo dove sono lasciati completamente a se stessi e non seguiti né assistiti da nessuno. Nessuno li informa di nulla. Alle 7.25 del mattino seguente un elicottero dell’aeronautica decollato con inspiegabile ritardo individua una vasta macchia scura di combustibile, vede galleggiare piccoli rottami, bagagli e diversi corpi e tutto ciò che rimane del DC-9.

Altri velivoli e le ipotesi

Secondo numerose testimonianze raccolte negli anni successivi, il DC-9 non era affatto solo. Diversi radar avrebbero registrato la presenza di altri velivoli militari. Alcuni esperti hanno ipotizzato che caccia militari stessero utilizzando il velivolo civile come copertura radar, una tecnica nota come “blanking”, consistente nel volare molto vicino a un aereo di linea per ridurre la probabilità di essere individuati dai sistemi di sorveglianza. Questa ricostruzione, inizialmente considerata soltanto un’ipotesi, avrebbe trovato negli anni successivi numerosi elementi di riscontro attraverso testimonianze, consulenze tecniche e nuovi accertamenti giudiziari.

Da questo momento in poi, la vicenda di Ustica non sarebbe più stata soltanto un disastro aereo. Sarebbe diventata la storia di una guerra combattuta nell’ombra, di cui un aereo civile, con 81 innocenti a bordo, sarebbe stato la vittima inconsapevole.

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Luigi Grimaldi

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Commenti

Un iscritto

Ciò che sembra essere emerso nel corso degli anni, è che in volo ci fosse un Aereo Caccia Libico con a bordo Gheddafi, e che questi volasse sotto il DC9 per non farsi individuare. È a questo punto che qualcuno lanciò l'ordine di abbattere il MIG Libico, pensando di averlo agganciato sul radar, un pilota (forse Americano) decise di aprire il fuoco con un missile aria-aria, ma colpì il DC9 ITAVIA anziché il MIG di Gheddafi, a quei tempi nel mirino degli americani.

2h
Un iscritto

❤️

1d
Un iscritto

All epoca avevo 10 anni.
Penso che la verità sia stata detta nell immediato, ricordo benissimo che furono accostati subito velivoli americani, ma poi modificata successivamente perché noi italiani abbiamo avuto e abbiamo tutt ora governi prostati a 90 gradi verso l America....un po' come Garlasco, la verità era quella delle prime ore , uscita anche sui giornali pavesi, addirittura si parlava di una donna, ci credo anche oggi, ma poi se non hai giornalisti non hai una comunicazione coi coglioni, interviene il circolino!!!!! Sapete che mi vergogno di abitare in un Grande Paese governato da pagliacci.
ITALIA che poteva far paura è diventata un pupazzo in balia di deficienti.

1d
Un iscritto

Quanta rabbia provo per i crimini commessi nel nostro paese dagli alleati degli US e da loro stessi in primis. Maledetti in eterno

1d
Un iscritto

Ustica senza risposte per le famiglie, ne’ rispetto! Nel 2001 118 persone hanno perso la vita a Linate senza che ad oggi qualcuno ne abbia risposto…qualche breve condanna senza sconto di pena vabbè 🤷‍♀️ Milano è sempre Milano 🙈 grazie per esistere Luigi Grimaldi e Maria Conversano ❤️ potrei andare avanti mi fermo ✋

1d
Un iscritto

Una storia da brividi non conoscevo questi dettagli. Grazie Luigi sempre sul pezzo 😘

1d
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