Garlasco: Hanno tenuto Andrea Sempio fuori dalle indagini.
Le indagini del 2008 e i buchi che nessuno aveva voluto vedere - di Luigi Grimaldi
Estate 2007. Garlasco.
Il telefono di Chiara Poggi squilla. Tre volte. Il 7 e l’8 agosto. Dall’altra parte c’è Andrea Sempio. Amico di famiglia. Voce nota. Poi il 13 agosto, sono le 13.50, il corpo viene trovato. Assassinata. Sangue, silenzio e lacrime, l’estate che si spezza. L’orrore che si propaga come un’onda scura in tutto il Paese.
Pochi giorni dopo Sempio siede di fronte agli investigatori. Spiega. Ha sbagliato numero. Voleva Marco, il fratello. Niente di più. Chiudono il verbale. Nessuno gli chiede dove fosse e cosa abbia fatto il giorno del delitto. La macchina delle indagini guarda altrove. Alberto Stasi è già al centro.
9 Gennaio 2008.
Un tenente dei Carabinieri rilegge le carte. Nota le contraddizioni. Scrive. Suggerisce al pubblico ministero di risentire Andrea. La carta resta lì. Congelata come un merluzzo nel freezer. Il tempo passa.
6 maggio 2008.
Lo stesso tenente deposita una relazione corposa. Contatti telefonici, tabulati, giorni precedenti al delitto. Le chiamate di Sempio compaiono. Ma di sfuggita. Un riferimento quasi sussurrato. Nessuna riga sulle contraddizioni lasciate aperte a gennaio.
6 giugno 2008.
Il generale Antonio Girone, comandante dei Carabinieri della Lombardia, parla ai microfoni Rai. Occasione: la festa dell’Arma. Non ha partecipato alle indagini operative. Non è il capitano di Vigevano, non è il maresciallo che redige i verbali, non è chi ha raccolto i tabulati. È un alto ufficiale regionale.
Eppure dice: «Per i carabinieri le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi sono chiuse». «Noi abbiamo individuato il presunto responsabile – prosegue – ora spetta alla magistratura decidere se chiedere il rinvio a giudizio oppure il proscioglimento. Il nostro lavoro, ripeto, è giunto al termine»,« Non esistono altre piste». E le contraddizioni nel racconto di Sempio? Ancora congelate.
Una sola pista. Nessuna alternativa. Caso chiuso. Solo Stasi.
Il Procuratore della Repubblica di Vigevano, Alfonso Lauro, risponde con cautela: «Rispetto l’opinione del generale Girone. Ma non sono in grado e non voglio svelare le nostre mosse. C’è un indagato e si dovrà decidere se chiedere il proscioglimento oppure il rinvio a giudizio. Tutto qui».
Le indagini preliminari, formalmente, sono ancora aperte. La Procura chiuderà solo l’ 8 ottobre successivo, con l’avviso di conclusione. Un generale che non indaga anticipa pubblicamente la discovery delle indagini mentre i magistrati stanno ancora lavorando. È un’anomalia clamorosa. Un’entrata a gamba tesa di cui non c’era alcun bisogno. Un segnale che non può nascere dal nulla: deve provenire da chi, sul territorio, ha imboccato un tunel, ha già deciso che la pista è una sola e che ogni altro nome va tenuto fuori. I Carabinieri di Vigevano.
4 ottobre 2008. Ore 10:30.
Vigevano. Una mattina d’autunno limpida. Dentro il Nucleo Operativo l’aria è diversa. Andrea Sempio entra accompagnato dal padre. Ad aspettarlo ci sono il capitano Gennaro Cassese e il maresciallo capo Flavio Devecchi.
La verifica della attendibilità di Sempio parte solo 10 mesi dopo la segnalazione delle evidenti contraddizioni nella sua testimonianaza del 2007. Sempio parla.
Il 13 agosto ha aspettato la madre che faceva la spesa. “Verso le dieci” ha preso l’unica macchina di famiglia. È andato a Vigevano, alla libreria di piazza Ducale. Ha parcheggiato in un posteggio a pagamento. Ha conservato lo scontrino. Lo consegna. È già lì, in mano. Ora di arrivo a Vigevano? 10:18. Ma che vuol dire “verso le 10”? Dieci e dieci? Dieci meno dieci? Dieci meno 5? All’epoca l’orario della morte di Chiara è stato fissato tra le 10 e le 12, con maggior centratura tra le 11 e le 11,30. L’alibi dello scontrino regge e non regge, balla sul filo dei minuti.
Ma il verbale della audizione di Sempio è tutto un programma. Il documento dice: iniziato alle 10:30, chiuso alle 14:40. Senza interruzioni. Due paginette.
Anni dopo Sempio racconterà un’altra scena. Interrogatorio spezzato. Malore. Il 118 che arriva e resta quasi quaranta minuti per soccorrerlo. Lo mandano a casa. Lo richiamano. Due volte nella stessa mattina. Solo nella seconda fase, dirà, lo scontrino entra in scena. «Mi hanno mandato a casa, mi hanno richiamato indietro… e a quel punto sono andato a riprenderlo».
Nel verbale ufficiale non c’è traccia di uscite, di sospensioni, di ambulanze. Solo le parole pulite e lo scontrino. Eppure gli orari si sovrappongono in modo impossibile con altri verbali redatti lo stesso giorno dagli stessi uomini. E poi Capra e Freddi. Chissà perché li convocano: l’allerta del 9 gennaio non li nominava affatto.
6 ottobre 2008. Ore 20:30.
Quella sera i Carabinieri non tornano a casa per cena. Vanno dalla madre di Andrea. Sul posto di lavoro. Alle otto di sera passate. In un luogo pubblico.
La madre viene sentita formalmente. Conferma tutto. Uscita di casa intorno alle otto per Gambolò. Rientro alle 9:50 precise, anzi precissime. Un ricordo lucido e chirurgico. Consegna dell’auto al figlio. Tempi che calzano millimetrici con lo scontrino del parcheggio timbrato alle 10:18. Un dato dettagliato che valida lo scontrino del parcheggio come alibi e copre l’intero arco temporale della aggressione e dell’omocidio. L’incertezza creata con l’orario indicato da Andrea “verso le dieci”, è risolta una volta per tutte.
7 ottobre 2008.
I Carabinieri verificano ulteriormente (quanta solerzia) l’alibi di Sempio. La libreria di Vigevano la mattina del delitto era chiusa. Come aveva detto il ragazzo. Vengono persino acquisiti, oltre alla testimonianza del gestore, i riepiloghi di cassa da cui risulta esclusivamente una apertura pomeridiana.
Il giorno dopo, l’ultimo atto, cade il velo.
Le indagini si chiudono. Per la Procura il colpevole è Stasi. Sempio esce dalle indagini. Nessuna contraddizione. Nessun approfondimento ulteriore. La nota del 9 gennaio era un inutile volo pindarico. Sempio è fuori dall’indagine e da ogni sospetto.
Eppure resta in ballo un inciampo rivelatore: nello stesso giorno di Sempio vengono sentiti anche gli amici Capra e Freddi. Non comparivano nella nota di gennaio che rilevava contradizioni nel racconto di Andrea. Perché vengono sentiti? Forse perché sono le uniche persone in contatto con il cellulare di Sempio la mattina del 13 agosto? Capra alle 9.58? Freddi alle 11:59. E’ strano perché in nessun atto delle indagini del 2007/8 gli spostamenti di Andrea, tracciati tramite cellulare, vengono menzionati. E neppure emergono i contatti con i due amici. Niente analisi dei Tabulati. Eppure i Carabinieri li hanno in mano da mesi i tabulati, di tutti i cellulari che agganciano Garlasco tra il 12 agosto e le ore 15 del giorno del delitto. Ma questo dettaglio è davvero incredibile: quei tabulati parlano. La mattina del 13 agosto il cellulare di Andrea Sempio ha agganciato solo e sempre la cella di Garlasco. Nessun altro spostamento. Questo dettaglio che mette in crisi gravissima la credibilità dell’alibi dello scontrino, viene omesso. Se citato, come sarebbe stato possibile concludere senza altre indagini per l’assenza di contraddizioni nella posizione di Andrea Sempio? Oggi l’ex Capitano Cassese è indagato proprio in relazione al verbale del 4 ottobre.
La sequenza è questa. Una chiamata dopo l’altra. Una nota ignorata. Una relazione che liquida. Un generale che anticipa la chiusura mentre l’indagine è ancora aperta. Un verbale che omette. Un’ambulanza sparita. Una corsa serale dalla madre. Uno scontrino che appare al momento giusto. L’ovvia verifica dei tabulati omessa o forse nascosta.
Il film non ha bisogno di commenti. Ha solo i tempi. E i buchi tra un fotogramma e l’altro. La procura di Pavia e i Carabinieri di Via Moscova, assieme a tutte le migliori risorse tecnico scientifiche investigative dell’Arma dei Carabinieri in campo nazionale quei buchi li stanno scrupolosamente riempiendo uno a uno a uno.
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https://grimaldipress.fika.bar/cassese-e-i-sempio-i-legami-che-scottano-01KYW8CSVKCKM1CZ0HZY54NS5Q
Commenti
La ringrazio, il suo dono non è solo la capacità di mettere insieme le tessere del puzle, ma anche la sintesi. La capacità di rendere capibile in ordine cronologico i fatti avvenuti, le dichiarazioni e gli articoli di giornali. Ognuno ha un talento e questo indubbiamente è il suo, la leggo sempre molto volentieri. La ringrazio
Dottor Grimaldi, quando dico che lei non si limita a seguire il caso di Garlasco, ma è Garlasco, intendo dire che ne conosce ogni minimo dettaglio in modo scrupoloso, quasi maniacale. Lei si è sempre posto le domande giuste, intelligenti e pertinenti.È il faro che, passo dopo passo, porterà alla luce la verità su ciò che è realmente accaduto.Ha il coraggio e la fierezza di chi svolge il proprio lavoro mettendoci la faccia, il sonno e la volontà. Lei è, e sarà, colui che restituirà dignità alla memoria di Chiara Poggi e al futuro di Alberto Stasi.
Con immensa stima.
Grande GRIMALDI!!! GRAZIE E TANTA STIMA PER TE!!
Mi chiedo come ci sia ancora qualcuno che non si renda conto di questo evidente depistaggio. Bravo Luigi, grazie per aver dato voce e visibilità a questo scempio giuridico
👏👏👏 Grazie per la chiarezza d 'idee❤️
Avevo sentito leggere il verbale delle telefonate di Sempio ma vederle coi miei occhi nella relazione del carabiniere che aveva riscontrato delle anomalie riguardo a Sempio e’ veramente impattante perché salta assolutamente all’occhio che c’è qualcosa che non va, che quelle telefonate fatte pochissimi giorni prima dell’omicidio sono rilevanti e il soggetto andava approfondito… io non credo in nessun modo che in tutta questa vicenda ci siano persone così tanto sprovvedute, sceme, smemorate… neanche un po’. Il fuoco di fila di Luigi continua inesorabile a tenere il punto ❤️!
L'8 agosto 2007 pomeriggio, molto probabilmente c'era anche la cugina Stefania con Chiara, e molto probabilmente ha risposto proprio la K in quei 21 secondi.
❤️
Grandissimo, grazie per le acute osservazioni!!!
Vorrei specificare qualcosa a proposito delle brevi telefonate di Sempio: quando ero più giovane, ricevevo spesso delle telefonate anonime, qualche volta appena rispondevo mettevano giù, altre aspettavano qualche secondo in più mentre chiedevo chi fosse, capitava anche di sentire qualche sospiro... Talvolta ho pensato che potesse essere qualche spasimante, altre che si trattasse di uno scherzo, altre ancora che potessero essere i ladri e comunque le trovavo inquietanti. Una volta che ero sola a casa di sera capitò addirittura (ero proprio una ragazzina) che qualcuno bussasse forte, mentre tossiva, alla mia porta sul pianerottolo, ero terrorizzata, quella volta mi chiusi in una stanza dove c'era il telefono, chiamai i carabinieri e il mio fidanzatino di allora.
Queste telefonate anonime si sono ripetute per anni (sicuramente non perché si trattasse della stessa persona, ma perché era una cosa piuttosto comune). Tutto questo lungo discorso per dire che una telefonata di due secondi non è necessariamente priva di importanza come sostengono certi. Potrebbe essere per appurare se la persona è in casa o semplicemente per sentire la sua voce o magari potrebbe significare la mancanza di coraggio di parlare ma il desiderio di sentire quella persona.
Grazie 😊
Curiosa di vedere come và a finire il procedimento a carico di Cassese per molto meno a Marchetto hanno fatto il pelo e contro pelo ma questa è un altra storia
Però io rimango dell'idea che tutta questa presunta forza di intervento iniziale sulle indagini non poteva venire dalla famiglia Sempio, ma da qualcuno molto più potente...
Grazie Luigi 👍🙏
Non ho parole!