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“PERIZIA TESTI”: UNA MONTATURA SCIENTIFICA CHE HA CONDANNATO UN INNOCENTE

L' analisi critica del dottor Marco Strano smonta pezzo per pezzo un totem dei colpevolisti a ogni costo

“PERIZIA TESTI”: UNA MONTATURA SCIENTIFICA CHE HA CONDANNATO UN INNOCENTE
“PERIZIA TESTI”: UNA MONTATURA SCIENTIFICA CHE HA CONDANNATO UN INNOCENTE Luigi Grimaldi

«Tale perizia, pur condotta con strumentazioni d’avanguardia da professionisti altamente qualificati, presenta criticità evidenti nelle sperimentazioni empiriche che hanno prestato il fianco a errori sistematici. È mia opinione che sia stato l’alto profilo dei periti a convincere i Giudici più che l’effettiva scientificità degli esperimenti condotti

Chi lo dice? Lo dice il Dottor Marco Strano, psicologo iscritto all’Ordine del Lazio, ex Dirigente della Polizia di Stato, criminologo di fama internazionale, fondatore e direttore scientifico del Crime-Lab di Contigliano, docente universitario di Criminologia e Psicologia investigativa, consulente di forze di polizia straniere e membro associato della Vidocq Society.

Uno che di scene del crimine, perizie e profili criminali se ne intende davvero, non da salotto.

Il riassunto demolitore di Strano

La “Perizia Testi” del 2014 (Bitelli, Testi e Vittuari) è stata il mattone principale della condanna definitiva di Alberto Stasi. Una perizia presentata come moderna e inattaccabile, ma che secondo Strano è una perizia “indagatrice”, costruita per confermare un teorema precostituito di colpevolezza piuttosto che per cercare la verità.

I punti forti della critica di Strano sono devastanti:

  • Modello matematico che ignora completamente i naturali comportamenti di evitamento del sangue (strategie volontarie e inconsce che chiunque metterebbe in atto davanti a una scena imbrattata). I periti stessi ammettono di non poterli modellizzare. Risultato: un calcolo affascinante sulla carta (0,00038% di probabilità di non calpestare sangue) ma metodologicamente inutile nella realtà.

  • Esperimenti fatti con scarpe numero 45 invece di 42, con un soggetto 20 kg più pesante di Stasi, in condizioni di laboratorio asettiche e irreali.

  • Nessuna ricostruzione sul campo con Stasi che ripercorre il tragitto evitando le macchie (cosa fatta invece in altre consulenze).

  • Test sui tappetini dell’auto con strofinamenti innaturali, moquette diversa, pellicola più sensibile e senza riprodurre i 7 giorni di utilizzo reale dell’auto ad agosto.

  • Conclusione perentoria («il sangue si trasferisce sempre») smentita dai fatti e dalle stesse indagini del RIS.

In sintesi: esperimenti dal valore solo orientativo, pieni di errori sistematici, che non hanno dimostrato nulla di certo. Eppure sono bastati per ribaltare due assoluzioni.

Eppure, nel 2026, c’è ancora chi continua a difendere questa perizia come fosse un monumento indistruttibile, una verità scientifica scolpita nella pietra. A costoro rispondo con durezza ma con i fatti: smettete di aggrapparvi a un castello di carte solo perché porta la firma di professori titolati. La scienza non è un titolo accademico, è metodo, riproducibilità e onestà intellettuale.

Quando una perizia ignora la natura umana, usa parametri sbagliati e arriva a conclusioni perentorie nonostante gli stessi autori ammettano le lacune, non è più scienza: è scientismo ideologico. Chi ancora oggi la brandisce come prova regina dimostra di avere più fede nel teorema accusatorio che rispetto per il dubbio scientifico.

La perizia Testi è semplicemente una delle più clamorose operazioni di maquillage tecnico-giudiziario degli ultimi decenni. E grazie al Dottor Strano oggi lo si può dimostrare nero su bianco.

Per la Procura di Pavia, che ha promosso una iniziativa presso la Procura Generale di Milano in favore di una revisione del processo di condanna a Stasi, il problema della perizia Testi non si pone nemmeno. In primo luogo perché il combinato disposto della consulenza della dottoressa Cattaneo e della BPA del RIS di Cagliari, in relazione all’orario della morte di Chiara Poggi, pone Alberto Stasi – alla luce del suo alibi – fuori dalla scena del crimine. Insistere oggi sul sangue mancante sulle suole e sull’assenza di tracce come scopritore del corpo esanime della fidanzata è come voler discutere della traiettoria di un proiettile quando si è già accertato che l’arma era scarica e si trovava a chilometri di distanza.

In funzione della revisione poi la Procura di Pavia ha individuato un elemento potenzialmente devastante perché dimostra con un fatto la corrispondenzza fattuale del ruolo di Stasi presente sulla scena del crimine come scopritore e non come assassino. Il RIS di Cagliari ha osservato sulla scena del crimine tracce di impronte a “V” che ricordano le suole delle scarpe Lacoste indossate da Alberto Stasi al momento della scoperta del corpo senza vita di Chiara Poggi. Non una impronta, ma una alterazione del sangue a terra, da riporto, che non si può escludere (come invece aveva fatto la sentenza di condanna) sia attribuibile “ictu oculi” alle calzature Lacoste di Stasi.

Lo mettono nero su bianco i tre pubblici ministeri che stanno indagando a Pavia:

“Il giudizio di inconcludenza del RIS di Cagliari introduce tuttavia un elemento nuovo idoneo, seppur dubitativamente, a smentire l'assenza di tracce delle scarpe Lacoste indossate da Alberto Stasi sul luogo del delitto, rendendo così non provata la premessa minore del sillogismo giudiziale in ordine alla falsità del racconto di Stasi scopritore {non si può attraversare la scena del delitto senza lasciare tracce, Stasi non ha lasciato tracce, quindi Stasi ha mentito)”.

Non serve fare il tifo per nessuno serve smontare le narrazioni di comodo e pretendere processi giusti, basati su prove vere, non su modelli matematici dissociati dalla realtà.

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Luigi Grimaldi

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Commenti

Un iscritto

Come tutti sappiamo è anche grazie a Luigi se “non si può più escludere”che Stasi abbia pestato il sangue, quindi grande! Dagli interrogatori che ho sentito condurre da Civardi non mi pare che sia uno poco attento ai dettagli, quindi sono certa che saprà dare a tutti, giusti e sbagliati, il giusto peso. Sono fiduciosa!

7h
Un iscritto

Ma quanti consulenti nominati dai PM sono "amici"???!!!Meritocrazia,onestà ,amore per il proprio lavoro ,stiamo brancolando nel buio più nero bisognerà iniziare a contarsi

10h
Un iscritto

Grandi Luigi Grimaldi e Dott. Strano

11h
Un iscritto

👏👏👏👏👏👏👏👏

11h
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