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Indagine su cittadine al di sopra di ogni sospetto

Dal fotomontaggio alla Primavera di Botticelli le tre grazie in rosso - di Luigi Grimaldi

Indagine su cittadine al di sopra di ogni sospetto
Indagine su cittadine al di sopra di ogni sospetto Luigi Grimaldi

Questo lavoro nasce da una domanda residuale e ancora irrisolta: perché, a distanza di quasi vent’anni, il movente del delitto di Chiara Poggi resta il punto più debole e sostanzialmente mancante della prima indagine e dei processi che ne sono seguiti?

Nelle indagini attualmente in corso a carico di Andrea Sempio il movente viene indicato come “reazione al rifiuto di un approccio sessuale”. I pubblici ministeri, tuttavia, affiancano a questa ipotesi le aggravanti di odio e di “motivi abietti”. Queste aggravanti non sono neutre: richiamano esplicitamente ragioni più profonde, legate alla mentalità e alla cultura dell’indagato. Proprio per sondare questo aspetto è stata disposta una consulenza psichiatrica.

È in questo spazio lasciato aperto — tra un movente dichiarato e le aggravanti che ne suggeriscono una lettura più densa — che si colloca la presente analisi.

Ho sollevato per primo, in sede pubblica, la questione delle quattro mutandine usate rinvenute sul divano di casa Poggi il 13 agosto 2007. Secondo la documentazione del RIS di Parma esse si trovavano al di sotto di un indumento rosso (camicia o camicetta) la cui provenienza e proprietà non risultano accertate. I colori di quegli slip corrispondono alle quattro fasi classiche della Grande Opera alchemica. Ho collegato questa disposizione materiale alle immagini e tavole alchemiche recuperate mediante carving sulla chiavetta USB in uso a Chiara Poggi. Tutti questi elementi risultano presenti in atti formali di indagine.

A seguito di quella prima segnalazione sono giunte numerose comunicazioni che mettevano in relazione la ricerca con il fotomontaggio realizzato dalle cugine Paola e Stefania Cappa e con l’interpretazione alchemica della Primavera di Botticelli. Queste segnalazioni hanno spinto a svolgere un’indagine specifica sulla somma degli elementi.

Si tratta, con chiarezza, di un esercizio ermeneutico sofisticato più che di una prova diretta. Non attribuisce responsabilità penali a Paola e Stefania Cappa, che sono state escluse da ogni ipotesi di coinvolgimento da tutte le indagini passate e presenti. Non pretende di dimostrare un rito o un disegno occulto.

Tuttavia, nel contesto attuale delle indagini su Sempio, non appare più come un corpo estraneo o come un mero espediente complottistico. Si colloca precisamente nello spazio lasciato aperto dal movente dichiarato e dalle aggravanti di odio e motivi abietti che lo accompagnano. La sua utilità potenziale sta nel fornire un quadro simbolico-culturale coerente — documentato su atti — all’interno del quale quelle aggravanti e la mentalità dell’indagato possono essere lette con maggiore profondità.

Ciò che segue è il report di questa indagine.

Introduzione

Ho sollevato per primo, in sede pubblica, la questione delle quattro mutandine usate rinvenute sul divano di casa Poggi il 13 agosto 2007. Secondo la documentazione del RIS di Parma esse si trovavano al di sotto di un indumento rosso (camicia o camicetta) la cui provenienza e proprietà non risultano accertate.

DSC029283

I colori di quegli slip (nero, bianco, giallo, rosso) corrispondono esattamente alle quattro fasi classiche della Grande Opera alchemica: nigredo, albedo, citrinitas, rubedo.

Ho collegato questa disposizione materiale alle immagini e tavole alchemiche (tra cui riferimenti a Basilius Valentinus e Giovanni Battista Nazari, simboli dell’Azoth e delle trasformazioni della materia) recuperate mediante carving sulla chiavetta USB in uso a Chiara Poggi.¹

A seguito di quella prima segnalazione mi sono arrivate numerose comunicazioni che mettevano in relazione la mia ricerca con il famoso fotomontaggio realizzato dalle cugine Paola e Stefania Cappa il giorno successivo al delitto.

In quel collage Chiara viene aggiunta artificialmente e vestita di rosso; nel testo pubblicato su Oggi (22 agosto 2007) la stessa immagine viene presentata come scatto autentico risalente a una vacanza a Loano. Alcuni interlocutori hanno collegato questo rosso “costruito” e la narrazione di Loano all’interpretazione alchemica della Primavera di Sandro Botticelli. Tra gli studi accreditati su questo tema si può citare il saggio di Alison Roberts Feminine Alchemy, Egyptian Hermes, and Botticelli’s Primavera: The Quest for the Golden Fruit (2022), che esplora i substrati alchemici e ermetici dell’opera.²

Queste segnalazioni mi hanno spinto a svolgere una specifica indagine sulla somma di tutti gli elementi. Il presente report non attribuisce responsabilità penali a Paola e Stefania Cappa. Entrambe sono state escluse da ogni ipotesi di coinvolgimento nel delitto di Chiara Poggi da tutte le indagini passate e presenti. L’oggetto dell’analisi è esclusivamente la CURIOSA coerenza formale e simbolica di una serie di elementi documentati, presentati come coincidenze curiose che, fino a oggi, non hanno inciso sul percorso investigativo e processuale.


1. Il fotomontaggio e la narrazione di Loano

Il 14 agosto 2007, circa trenta ore dopo l’omicidio, Paola e Stefania Cappa depositarono, in modo plateale e dedicato a videocamere e fotocamere, davanti al cancello di via Pascoli un mazzo di fiori e una fotografia che le ritraeva sorridenti insieme a Chiara, tutte e tre in abiti rossi. L’immagine fu diffusamente pubblicata. Si rivelò un fotomontaggio: luci e prospettive incongruenti, e il “vestito rosso” di Chiara ottenuto colorando digitalmente un asciugamano bianco. La fotografa Laura Ripa confermò di aver realizzato il collage su richiesta di Stefania

Il 22 agosto 2007 Oggi pubblicò un pezzo firmato Paola Cappa in cui la foto veniva presentata come autentica, scattata circa cinque anni prima durante “l’unica vacanza insieme” a Loano. Si narrava un episodio in cui le cugine avrebbero indotto Chiara a indossare un top rosso. Ermanno Cappa spiegò successivamente che non si trattava di un testo scritto da Paola, ma di un articolo basato su una registrazione. In un verbale del 7 febbraio 2008 Stefania Cappa riferì che gli zii avevano chiesto una foto di Chiara o delle tre insieme, specificando “niente foto di Chiara e Alberto insieme”, e che le sorelle decisero di unire due scatti.⁴

Nota su Loano/Ceriale
Mario Maccione (Ferocity), membro delle Bestie di Satana, dichiarò a verbale davanti al Tribunale di Busto Arsizio nel novembre 2004: «Il rito iniziatico del gruppo lo abbiamo compiuto a Ceriale, nel castello. Era l’estate del 1996, eravamo in vacanza con le nostre famiglie quando incontrammo per la prima volta il diavolo…». Ceriale dista pochi chilometri da Loano, nella stessa Riviera di Ponente.⁵


2. La lettura alchemica della Primavera di Botticelli

Nella chiave alchemica (destra → sinistra) Zefiro e Clori rappresentano la Nigredo (dissoluzione), Flora l’Albedo (purificazione), Venere e le Tre Grazie la Citrinitas (maturazione), Mercurio in mantello rosso la Rubedo (compimento). Questa lettura, sebbene non maggioritaria rispetto alle esegetiche neoplatoniche, è sviluppata in studi specialistici, tra cui quello di Alison Roberts già citato.⁶

Dettaglio delle Tre Grazie e di Mercurio, dalla Primavera · Sandro Botticelli


Il rosso del fotomontaggio, imposto artificialmente e giustificato narrativamente, si colloca formalmente come colore di chiusura del ciclo.


3. Gli slip sul divano e l’indumento rosso

Secondo la relazione del RIS di Parma (traccia 64 e foto DSC02983 del 13 agosto 2007) le quattro mutandine usate si trovavano sul divano al di sotto di un indumento rosso di provenienza e proprietà non accertate. I colori mappano sulle quattro fasi della Grande Opera. Gli slip presentavano tracce biologiche evidenziabili con Crimescope e non furono oggetto di analisi genetiche approfondite.⁷
La collocazione sotto il rosso produce un effetto di occultamento del ciclo completo.


4. Dagli slip alle immagini della chiavetta USB

Il carving sulla chiavetta USB presente in casa Poggi ha recuperato tavole da trattati alchemici del XVI-XVII secolo (Basilius Valentinus, Le dodici chiavi della filosofia; Giovanni Battista Nazari, De tramutatione metalli; simboli dell’Azoth).⁸
Le stesse fasi materializzate dagli slip sono illustrate dalle immagini digitali cancellate e recuperate. Si tratta di una traduzione da disposizione fisica a iconografia storica all’interno dello stesso lessico.


5. Dal lessico alchemico alle correnti sataniste (O9A e contesti contigui)

Le immagini e le fasi presenti sulla chiavetta appartengono al corpus che determinate correnti esoteriche/sataniste contemporanee, in particolare l’Ordine dei Nove Angoli (O9A), hanno riattivato e codificato: Azoth, trasformazioni settuple, colori nero-bianco-rosso/giallo come stadi di “alchimia nera”.⁹
Andrea Sempio, nelle carte più recenti, risulta aver espresso interessi per satanismo, fenomeni cadaverici e temi contigui.¹⁰
Il codice simbolico che unisce slip e chiavetta è lo stesso utilizzato da filosofie in cui il profilo di interessi di Sempio si colloca.


6. Catena inferenziale sintetica

  1. Fotomontaggio → imposizione del rosso come segno di unità.

  2. Rosso → chiusura del ciclo alchemico della Primavera.

  3. Ciclo completo → sequenza cromatica degli slip occultati sotto rosso non attribuito.

  4. Slip come Grande Opera → immagini alchemiche corrispondenti sulla chiavetta.

  5. Immagini e fasi → lessico di correnti sataniste (O9A) in cui Sempio si colloca per contenuti propri.

  6. Località di Loano/Ceriale → contiguità con il luogo dichiarato del rito iniziatico delle Bestie di Satana.

Ogni passaggio è una coerenza formale. Nessuno, isolato o cumulato, costituisce prova di intenzionalità rituale o di responsabilità penale. Restano coincidenze strutturali documentabili che, fino a oggi, non hanno orientato le indagini.


Conclusioni

L’indagine ha raccolto e messo in relazione elementi già presenti negli atti o nelle ricostruzioni pubbliche. Paola e Stefania Cappa restano, come da tutte le indagini, al di sopra di ogni sospetto di coinvolgimento nel delitto. La somma delle corrispondenze simboliche e territoriali costituisce un sistema interno coerente, non una prova giudiziaria. Si offre come contributo di analisi formale a chi voglia approfondire ulteriormente questi snodi.


Indicazioni per note e immagini
¹ Nota: relazione RIS Parma
² Nota: Alison Roberts, 2022
³ Nota: Corriere della Sera 21-23 agosto 2007;
⁴ Nota: verbale Stefania Cappa 7 febbraio 2008; pezzo Oggi 22 agosto 2007.
⁵ Nota: deposizione Mario Maccione, Tribunale di Busto Arsizio novembre 2004
⁶ Nota: Alison Roberts e riferimenti in Levi D’Ancona.
⁷ Nota: relazione RIS Parma, foto DSC02983 – immagine della scena sul divano.
⁸ Nota: perizie di carving sulla chiavetta – riproduzioni delle tavole alchemiche recuperate.
⁹ Nota: letteratura interna e analisi esterne sull’O9A e uso dell’alchimia.
¹⁰ Nota: informative e diari di Sempio acquisiti nelle indagini recenti.

Bonus – La completa catena inferenziale
(Illustrazione dei passaggi attraverso cui si è svolta l’indagine)

Di seguito viene riportata, in forma schematica e rigorosa, la catena inferenziale completa che ha guidato l’analisi. Ogni anello indica il dato osservato, l’operazione logica e ciò che suggerisce rispetto al passaggio successivo. Si tratta di coerenze formali e simboliche, non di prove di intenzionalità o di responsabilità penale.

1. Fotomontaggio (14 agosto 2007)
Dato: collage in cui Chiara viene aggiunta e vestita di rosso; narrazione successiva che presenta la foto come autentica e colloca l’episodio a Loano.
Operazione: imposizione artificiale del colore rosso e giustificazione narrativa.
Suggerisce: attenzione specifica al rosso come segno di unità/identificazione.

2. Rosso del fotomontaggio → lettura alchemica della Primavera
Dato: nella chiave alchemica (destra → sinistra) il ciclo si chiude con Mercurio in mantello rosso (Rubedo), dopo Nigredo, Albedo e Citrinitas.
Operazione: sovrapposizione cromatica e strutturale.
Suggerisce: il rosso non è isolato, ma punto di arrivo di una sequenza completa.

3. Sequenza cromatica degli slip sotto l’indumento rosso
Dato: quattro mutandine usate (nero, bianco, giallo/verde chiaro, rosso) rinvenute sul divano al di sotto di un indumento rosso di provenienza e proprietà non accertate (RIS di Parma, 13 agosto 2007).
Operazione: mappatura biunivoca sui quattro stadi della Grande Opera + effetto di occultamento sotto il rubedo.
Suggerisce: disposizione materiale che incarna il ciclo alchemico completo, celato dal rosso finale.

4. Slip come Grande Opera → immagini alchemiche sulla chiavetta USB
Dato: carving sulla chiavetta recupera tavole di Basilius Valentinus, Giovanni Battista Nazari e simboli dell’Azoth che illustrano le medesime fasi.
Operazione: traduzione da oggetti fisici disposti in sequenza a iconografia storica dello stesso lessico.
Suggerisce: corrispondenza specifica tra scena materiale e supporto digitale domestico.

5. Lessico alchemico della chiavetta → correnti sataniste (O9A e contesti contigui)
Dato: le immagini e le fasi recuperate appartengono al corpus riattivato da correnti esoteriche/sataniste contemporanee, in particolare l’Ordine dei Nove Angoli (Azoth, trasformazioni settuple, colori nero-bianco-rosso/giallo).
Operazione: specificazione del contesto culturale d’uso.
Suggerisce: il codice simbolico non è generico, ma quello adottato da filosofie sataniste note.

6. Contesto satanista → profilo di interessi di Andrea Sempio
Dato: nelle carte recenti Sempio risulta aver espresso interessi per satanismo, fenomeni cadaverici, predatori e temi contigui.
Operazione: collocazione del profilo all’interno dello stesso universo culturale.
Suggerisce: ulteriore coerenza di sistema (senza implicare responsabilità).

7. Località di Loano/Ceriale
Dato: narrazione del “memoriale” colloca la foto a Loano; Mario Maccione dichiarò a verbale (novembre 2004) che il rito iniziatico delle Bestie di Satana e il primo “incontro con il diavolo” avvennero a Ceriale (pochi chilometri da Loano) nell’estate 1996.
Operazione: contiguità geografica e temporale documentata.
Suggerisce: coincidenza territoriale aggiuntiva all’interno del quadro simbolico.


Sintesi della catena
Fotomontaggio (rosso imposto) → chiusura alchemica della Primavera → slip occultati sotto rosso non attribuito (Grande Opera materiale) → immagini alchemiche sulla chiavetta (Grande Opera iconografica) → lessico O9A / correnti sataniste → profilo di interessi di Sempio → contiguità Loano/Ceriale con il rito iniziatico delle Bestie di Satana.

Ogni passaggio rafforza la leggibilità del precedente all’interno di un unico codice formale. Nessun anello, isolato o cumulato, supera la soglia della prova giudiziaria. Costituisce esclusivamente l’illustrazione del percorso analitico seguito nell’indagine.

PER CHI DESIDERA APPROFONDIRE

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Azoth sulla chiavetta di Chiara Poggi: quando Garlasco incontra l’alchimia nera - Il Gioco degli adepti di KillyNoir

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Commenti

Un iscritto

La simbologia esoterica trasposta e resa fattuale, il sostrato culturale, l’estrema coesione tra tutti i personaggi che a vario titolo vogliono che sulla scena del crimine a tutti i costi rimanga Stasi ; la peculiarità grottesca di tanti atteggiamenti e dichiarazioni viste e sentite, il ritenersi evidentemente superiori e protetti rispetto a chi non fa parte della cerchia e non può capire certe dinamiche, compresa la Procura di Pavia; gli indizi precisi, gravi e concordanti, nonché morti sospette che gli gravitano intorno, che inseriscono un nuovo sospettato in questo stesso preciso e sinistro quadro, che anzi lo confermano e illuminano-benché di oscurità ;… tutto questo si tiene saldamente, molto difficile che sia una spiegazione sbagliata…

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